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IL MARSICANO MARIO SPALLONE-PANE E ZUCCHERO-LE DONNE DI LETTOMANOPPELLO VESTITE DI NERO

di Luciano D’Alfonso*
LETTOMANOPPELLO – I comizi di Spallone, il pane bagnato con lo zucchero e il gelato che si fa cumplument speciale.
Ho sempre sentito raccontare che i comizi del grande Spallone della Marsica, tra il 1948 e il 1951, si concludevano per la Val Pescara a Lettomanoppello, anche perchĆ© le donne vestite di nero cucinavano e ospitavano tutti i militanti che lo supportavano nelle fatiche di ricostruzione sociale. Apparentemente su un altro piano, i pensionati ritornati dalle grandi distanze del mondo, a più riprese, con una sola voce mi hanno testimoniato che i lavori della Cassa del Mezzogiorno per la costruzione delle condotte d’acqua sono stati accompagnati e aiutati dalla cucina accogliente delle donne lettesi, in favore del bisogno di vitto e ristoro delle decine di operai sparsi lungo i terreni da infrastrutturare.
La memoria mi regala a questo punto una fotografia bellissima che porto con me dai primi anni Settanta. Durante e dopo i giochi con i miei compagni di scuola elementare, distinguevamo le case che si sarebbero aperte facilmente per offrirci caramelle, biscotti o il migliore sostituto, rappresentato dalle fette di pane bagnato e ricoperto di zucchero superlativo. Il “gioco dopo i giochi” era indovinare chi, abitante del quartiere, avrebbe aperto per primo la propria casa per offrirci esattamente l’immaginato, e soprattutto l’azzeccato, come complimento di sorridente accoglienza. Si chiamava complimento, o meglio lu cumplument.
Sapevamo anche chi ogni volta ci avrebbe stupito offrendoci, ad ogni apertura di porta, il gelato confezionato, che cominciava a comparire nel frigorifero di casa dei più benestanti, solitamente perchĆ© emigranti rientrati dalle Americhe con maggiori fortune. L’esperienza dell’incontro, in sostanza, era la vocazione della casa, sempre pronta ad aprirsi, accogliere e riservare il migliore cumplument di cui si disponeva.
Il paese ĆØ stato questo ingorgo di sorrisi che dicevano sƬ alla voglia di vita, assumendo la forma dell’entusiasmo collettivo che diventava girotondo di simpatie per il gioco di ogni generazione, proprio come potremmo rileggere nelle parole di Cesare Pavese. Quelle stesse case, viste da vicino oggi, si aprirebbero con la stessa densitĆ  di accoglienza, di immediatezza e di doni che si potevano solo chiamare, per autenticitĆ , cumplument?
*Onorevole Camera dei DeputatiĀ 

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