INCENERITORE GET ENERGY: CORSA CONTRO IL TEMPO PER LE OSSERVAZIONI. IL COMITATO: “DIFENDIAMO LA VALLE PELIGNA”
Restano meno di 48 ore per far sentire la propria voce contro il progetto dell’inceneritore della Get Energy. Il termine ultimo per l’invio delle osservazioni alla Regione Abruzzo è fissato per domani, 4 gennaio. Il Comitato No Inceneritore lancia un appello accorato alla cittadinanza e alle forze sociali affinché il territorio risponda in massa a quella che viene definita una “iniziativa fondamentale di cittadinanza attiva”.
La scadenza imminente non deve scoraggiare chi vuole opporsi al progetto. Le osservazioni possono essere presentate da singoli cittadini, associazioni, sindacati o attività economiche. Il canale ufficiale è la Posta Elettronica Certificata (PEC), all’indirizzo della Regione: [email protected].
Per chi non dispone di una PEC, il Comitato ha predisposto due soluzioni facilitate:
-
Testo predefinito: È possibile scaricare un modulo base dal blog “Casa di Vetro” (all’indirizzo
marcoalberico.it). -
Servizio di invio: Chi è sprovvisto di PEC può inviare il modulo compilato e una delega alla mail
[email protected]; il Comitato si occuperà della trasmissione ufficiale.
Il comunicato firmato da Mario Pizzola non risparmia critiche durissime all’amministrazione comunale. Al centro della polemica le recenti dichiarazioni del sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, che durante la manifestazione del 31 dicembre aveva ammonito: “Non si può dire di no a tutto e pretendere che i posti di lavoro arrivino dall’alto”.
La replica del Comitato è netta:
“I cittadini non dicono di no a tutto, ma si oppongono solo agli impianti inquinanti e impattanti. È la classe politica che, dicendo di sì a tutto, apre le porte a chi avvelena l’aria e depreda le risorse naturali.”
Il Comitato mette in discussione anche il reale beneficio economico dei progetti contestati, definendo “ridicoli” i numeri dell’occupazione previsti: 7 posti di lavoro per la centrale Snam e 12 per l’inceneritore Get Energy. Secondo gli attivisti, il rischio è quello di distruggere il “capitale naturale” della Valle Peligna, risorsa primaria per uno sviluppo futuro sostenibile, in cambio di un impatto ambientale sproporzionato.
“I cittadini stanno facendo la loro parte,” conclude Pizzola, “ora attendiamo che chi ci rappresenta nelle istituzioni si svegli e agisca di conseguenza”.



