CronacaHomeIn Evidenza

MANCA IL BRACCIALETTO ELETTRONICO: RESTA IN CARCERE IL 46ENNE ACCUSATO DI RAPINA ALLA COMPAGNA

Una carenza di dispositivi tecnologici blocca la scarcerazione di un 46enne di Sulmona, protagonista di una complessa vicenda giudiziaria legata a maltrattamenti e violazioni. Nonostante il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale locale, Giulia Sani, avesse disposto la misura degli arresti domiciliari, l’uomo ĆØ costretto a rimanere dietro le sbarre del carcere di massima sicurezza cittadino.

Il motivo del mancato trasferimento nella “cella domestica” ĆØ puramente tecnico: il braccialetto elettronico non ĆØ disponibile.

I fatti e la decisione del GIP

L’arresto era scattato lo scorso 23 dicembre, a seguito dell’ennesima lite violenta con la compagna. In quell’occasione, l’uomo si era impossessato delle chiavi dell’auto di proprietĆ  della madre della donna, ma abitualmente utilizzata da quest’ultima. Un gesto che ha fatto scattare l’accusa di rapina, aggravata dalla sistematica violazione dei divieti di avvicinamento a cui il 46enne era giĆ  sottoposto.

Al termine dell’udienza di convalida tenutasi la scorsa settimana, il GIP aveva concesso la misura meno afflittiva dei domiciliari, subordinandola però rigorosamente all’applicazione del dispositivo di controllo elettronico.

Il paradosso burocratico

A distanza di sette giorni dalla decisione del tribunale, il braccialetto non ĆØ ancora arrivato a destinazione. Di conseguenza, in assenza dello strumento che garantisca il monitoraggio costante degli spostamenti, l’indagato non può lasciare la struttura penitenziaria.

Sull’uomo pesano inoltre precedenti inquietanti: risulta infatti denunciato anche per aver somministrato alla compagna, in passato, delle gocce di Rivotril (un farmaco psicotropo) a sua insaputa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *