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LA FIAMMA OLIMPICA INVADE LA CITTÀ: ROCCO GIARDINI UNICO TEDOFORO SULMONESE. RAMMARICO PER I CAMPIONI ASSENTI

L’emozione del sogno olimpico ha attraversato oggi il cuore di Sulmona, trasformando Corso Ovidio in un’arena di festa e partecipazione popolare. La Fiamma di Milano Cortina 2026, pur con un leggero ritardo sulla tabella di marcia, è stata accolta da ali di folla entusiaste nel primo pomeriggio, culminando un viaggio iniziato all’alba tra le vette dell’Appennino abruzzese.

La giornata era iniziata sotto il segno della neve e dello sport d’alta quota. Dopo il saluto mattutino in piazza Plebiscito a Castel di Sangro, il testimone era passato a una staffetta d’élite che aveva portato la luce dei Giochi sulle piste simbolo dell’Aremogna e di Monte Pratello a Roccaraso, celebrando l’eccellenza sciistica della regione.

Nel pomeriggio, il baricentro si è spostato a Sulmona. Dopo il ritrovo in piazzale San Francesco di Paola, il momento clou è scattato all’arco di Porta Napoli. Da qui, i sedici tedofori hanno dato vita a una staffetta carica di significato lungo le arterie principali. Il corteo ha attraversato piazza XX Settembre e piazza Annunziata, dove le associazioni sportive e i figuranti della Giostra Cavalleresca hanno creato una cornice di colori e tradizione unica. In piazza Annunziata, il sindaco Luca Tirabassi ha dato il benvenuto ufficiale: «Siamo onorati del vostro arrivo», ha dichiarato, suggellando il legame tra la città e i valori universali dell’Olimpismo.

Il protagonista più acclamato è stato indubbiamente il sulmonese Rocco Giardini, che ha portato il fuoco tra la sua gente con visibile commozione. Giardini, papà di un giovane atleta del Gymnasium Scherma Club Sulmona, ha rappresentato il cuore pulsante della tappa, ma la sua presenza ha anche evidenziato un paradosso: è stato l’unico rappresentante della città tra i tedofori.

L’assenza di altri atleti o campioni locali tra i portatori della fiaccola ha sollevato un acceso dibattito. Il motivo risale al periodo in cui vennero aperte le candidature: all’epoca il Comune di Sulmona era commissariato e nessuna informazione venne diffusa alla cittadinanza o alle società sportive. Un “vuoto istituzionale” del passato che, di fatto, ha impedito ai talenti sportivi del territorio di partecipare alle selezioni, lasciando alla città un retrogusto di rammarico per un’occasione persa.

Nonostante il clima di festa, la giornata ha registrato alcune note stonate sul fronte dell’organizzazione e della gestione dell’ordine pubblico. Durante il passaggio lungo corso Ovidio e piazza Tresca, si sono verificati momenti di tensione tra alcuni addetti alla sicurezza e i giornalisti presenti. In un eccesso di zelo, l’atteggiamento di alcuni operatori ha ostacolato l’esercizio del diritto di cronaca, confondendo i professionisti dell’informazione con il pubblico e limitando i movimenti necessari per documentare l’evento.

Dopo aver toccato via Matteotti, via Lamaccio e via Sallustio, il tour sulmonese si è concluso intorno davanti alla sede del commissariato e dei carabinieri. La Fiamma ha quindi lasciato la Valle Peligna, diretta verso le radici storiche di Chieti e il lungomare di Pescara. Sulmona saluta il passaggio olimpico custodendone l’emozione, ma con la consapevolezza che, con una gestione diversa, il protagonismo dello sport cittadino sarebbe potuto essere totale.

3 commenti riguardo “LA FIAMMA OLIMPICA INVADE LA CITTÀ: ROCCO GIARDINI UNICO TEDOFORO SULMONESE. RAMMARICO PER I CAMPIONI ASSENTI

  • Sulmona perde sempre le occasioni importanti a prescindere chi li governa

    Risposta
    • Sulmona ha perso un’occasione?
      Niente paura, tutto normale!

      Risposta
  • Sesto Paccio

    … ma quale occasione persa, un retro pensiero che sta tutto nella mente di chi lo scrive e dei suoi desiderata… si è vista invece una grande partecipazione con “ ali di folla entusiaste “… e questo dovrebbe spazzare via e spegnere ogni tentativo di polemiche gratuite che non interessano a nessuno…

    Risposta

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