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INTOSSICAZIONE DOPO IL CENONE: IN DODICI FINISCONO IN OSPEDALE

Il nuovo anno si è aperto con una corsa in ospedale per una comitiva di dodici persone che aveva trascorso la notte di San Silvestro in un’abitazione del piccolo centro di Navelli. Un risveglio tutt’altro che sereno: nella mattinata successiva al veglione, tutti i partecipanti hanno accusato vomito e dissenteria, sintomi riconducibili a una probabile intossicazione alimentare.

Si tratta di nuclei familiari che avevano festeggiato insieme l’ultimo dell’anno e che, dopo le prime ore di malessere, hanno deciso di recarsi al Ospedale San Salvatore per ricevere assistenza medica. Fortunatamente nessuno dei dodici versa in condizioni gravi: dopo gli accertamenti sanitari, tutti sono stati dimessi con terapia domiciliare.

Come previsto dalla prassi, nelle prossime ore scatterà la trasmissione dei referti ai carabinieri della compagnia di Sulmona, competenti per territorio, e al servizio di igiene alimentare della Asl 1. Quest’ultimo avvierà un’indagine per ricostruire la filiera degli alimenti consumati e individuare l’eventuale causa dell’intossicazione.

L’ipotesi al momento più accreditata dagli esperti è quella di una conservazione non corretta dei cibi, che potrebbe aver favorito la proliferazione del batterio della salmonella. «La salmonella è un batterio molto comune — spiegano dall’azienda sanitaria diretta dal neo manager Paolo Costanzi—. In presenza di prodotti mal conservati, soprattutto se esposti a temperature non adeguate, il rischio di contaminazione aumenta sensibilmente».

Nonostante questa prima valutazione, saranno necessarie analisi più approfondite per chiarire con precisione cosa abbia scatenato il malessere. L’obiettivo è ricostruire l’intera catena di consumo degli alimenti serviti durante il cenone e accertare eventuali responsabilità.

Secondo quanto riferito dalla comitiva ai sanitari, a innescare l’intossicazione potrebbe essere stato il consumo di pollo, uno degli alimenti più a rischio se non conservato correttamente. L’episodio, che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi, riporta l’attenzione sull’importanza del rispetto delle regole di igiene e conservazione degli alimenti, soprattutto nei contesti domestici e informali, dove spesso i rischi vengono sottovalutati.

Un caso che riaccende i riflettori su un problema già noto: l’ultimo precedente di una intossicazione alimentare in ambito domestico risale infatti allo scorso Ferragosto, quando in Valle Peligna otto persone finirono in ospedale dopo un pranzo tra amici.

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