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GRAN SASSO. PAOLO ROMANO: “PARLANO DI BOOM DI PRESENZE QUANDO CI TROVIAMO DI FRONTE A UN FLOP”

di Paolo Romano*
L’AQUILA – Le 1200 presenze sulla neve del primo gennaio dovrebbero chetare le recenti polemiche sorte sulla gestione dell’affluenza e dei servizi sul Gran Sasso. Purtroppo per l’amministratore unico del CTGS Gianluca Museo, che ci ha fornito i numeri, gli stessi sono inferiori alle 1.600 presenze registrate il primo gennaio dell’anno scorso e alle ben 5000 del 1 gennaio 2022, in piena epoca Dino Pignatelli, precedente amministratore unico silurato da questa amministrazione. Archiviati dunque i numeri, che andrebbero ben studiati e ponderati prima di essere sbandierati, spero si possa parlare dei servizi offerti in alta quota, non tanto agli aquilani che oramai sanno bene cosa aspettarsi, ma ai turisti che hanno scelto la nostra montagna per la mancanza di neve altrove. Capitolo a parte dovrebbe essere riservato a chi paragona Campo Imperatore a Canazei per giustificare la lunghezza delle file agli impianti: credo tuttavia che il consigliere delegato alla montagna Luigi Faccia, stesse gigioneggiando sui social e non parlando da amministratore.Ā  Da amministratori, Gianluca Museo e Luigi Faccia, dovrebbero invece spiegarci perchĆ© molte delle ā€œideeā€ che usano oggi per parlare del futuro della montagna erano giĆ  nero su bianco nel manifesto di mandato del Sindaco nel 2017 e negli atti ufficiali dell’Amministrazione: destagionalizzazione del Gran Sasso, valorizzazione di Campo Imperatore e Montecristo, rete dei rifugi e sentieristica organizzata, turismo familiare, sport di natura, mobilitĆ  dolce, integrazione tra funivia, territorio e frazioni, Carta del Gran Sasso e Piano speciale territoriale Scindarella–Montecristo. Otto anni dopo, quelle idee sono ancora su carta. La realtĆ  ci dice che non esiste una rete di rifugi funzionale; la sentieristica ĆØ priva di una vera catalogazione e manutenzione strutturata; la destagionalizzazione resta uno slogan; i collegamenti alternativi alla funivia non sono mai stati realizzati; la Carta del Gran Sasso ĆØ rimasta lettera morta; il Piano speciale non ĆØ mai stato tradotto in risultati concreti. La veritĆ  ĆØ che oggi come ieri non sono i record di un giorno di festa la medaglia sul bavero, ma i servizi in quota e a Fonte Cerreto, l’organizzazione dei flussi, i parcheggi, la sicurezza, l’accoglienza, la qualitĆ  dell’offerta compresa la realizzazione dei sottoservizi. ƈ bene anche ricordare che la sostituzione delle funi, opera presente anche tra i risultati di fine anno del sindaco, non ĆØ stata il frutto di una volontĆ  politica, che invece si oppose ferocemente ad un intervento prima della scadenza effettiva, ma di una denuncia di un cittadino. La ā€œnuova albaā€ del Gran Sasso non ĆØ dorata come vorrebbero farci credere e c’è una certa continuitĆ  con la governance del predecessore Dino Pignatelli, senza neppure eguagliare le stesse presenze.Ā  Chi davvero tiene in piedi il sistema sono solo i lavoratori.
Ma dal 2023 i concorsi del CTGS non vengono banditi nonostante i pensionamenti alle porte, gli adeguamenti contrattuali part time sono ancora inesorabilmente fermi, troppi dipendenti continuano a vivere nell’incertezza, mentre si sventolano bonus di fine anno come fossero spot promozionali.
*Consigliere comunale L’Aquila Nuova

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