COMUNI MONTANI D’ABRUZZO. SE NON SI CAMBIA LOGICA 54 SARANNO CONDANNATI A MORTE CERTA
L’AQUILA – L’assessore regionale e presidente del Consiglio comunale, Roberto Santangelo, in un comunicato stampa sulla riforma della definizione di Comune Montano (decisa dal ministro Calderoli) che eliminerebbe 54 centri del nostro Abruzzo da tale definizione, afferma testualmente: “La disponibilitĆ a vagliare e valutare eventuali proposte presentate dalla Commissione Politiche per la montagna della Conferenza delle Regioni in merito ai requisiti per la classificazione di comune montanoā, ĆØ stata avanzata dal ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli. Lo comunica lāassessore agli Enti locali, Roberto Santangelo, in chiusura della seduta odierna della Commissione. Solo qualche giorno fa il presidente della Giunta Marco Marsilio, allāinterno della Conferenza delle Regioni, si ĆØ fatto promotore di una proposta ben definita, traslata poi in Commissione dallāassessore Santangelo, sulla necessitĆ di rivedere i criteri per la classificazione di comune montano. CāĆØ stata poi da parte del Presidente Marsilio una interlocuzione con il Ministro Calderoli, anche perchĆ© la proposta di revisione presentata dallāAbruzzo e fatta propria dalla Commissione, ĆØ lāunica presente”. Un comunicato stampa che lascia speranza, ma solo all’apparenza. Nella sostanza, tradotto dal linguaggio politichese, significa che i centri dell’Abruzzo che rischiano di essere depennati per legge dal fregio di comuni montani, dovranno faticare, e non poco, per rientrare nel giro di finanziamenti, interventi strutturali e programmazione di opere strategiche fin qui codificate. Questa laĀ realtĆ . Il resto rientra nella categoria propaganda spicciola. Quando parliamo di aree interne e centri montani dobbiamo tener presente parecchi fattori: denatalitĆ , invecchiamento della popolazione, fuga dei giovani, mancanza di servizi essenziali e assenza totale di prospettive occupazionali. Di questo nel comunicato stampa diramato dall’assessore Santangelo non vi ĆØ traccia. Il ministro Calderoli, leghista della prima ora, ĆØ quel tipo che definƬ la sua stessa legge elettorale “una vera porcata”. A quella porcata, abrogataĀ dalla successiva legge elettorale chiamata “Rosatellum”, se ne potrebbe a breve aggiungere un’altra, che per l’Abruzzo rappresenterebbe la morte definitiva di 54 Comuni montani. Praticamente il ministro leghista per definire un centro montano ha tirato un righello altimetrico. Come pensa di definire il ministro Calderoli un comune che Manzonianamente sorge “tra due catene non interrotte di monti?”. Forse zona marina, o bassa collina se non area di pianura? E’ facile capire che l’intento di quella ridefinizione altimetrica ĆØ legata alla crisi di liquiditĆ che le casse governative vivono. Da qualche parte bisogna tagliare fondi ed ecco che a pagare saremo noi delle aree interne e montane. Infine nella legge di bilancio di previsione 2026-2028 approvata appena ieri pomeriggio dalla maggioranza che governa la nostra Regione, di questa fondamentale tematica umana, storica ed economica non vi ĆØ traccia. Buon 2026 alle aree interne e ai comuni montani.
Giosafat Capulli




