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GORIANO SICOLI A SECCO: IL SINDACO LANCIA L’ULTIMATUM SULLA CRISI IDRICA

Non è più solo una questione di tubature che perdono, ma di pazienza che si esaurisce. A Goriano Sicoli, piccolo gioiello di poco più di 500 anime nell’aquilano, l’emergenza idrica è diventata un paradosso quotidiano: mentre le squadre specializzate cercano “perdite occulte” nel sottosuolo, i cittadini vedono l’acqua razionata e i costi di gestione invariati.

Il “coprifuoco” dell’acqua

Da agosto, il rito è sempre lo stesso: scocca la mezzanotte e i rubinetti restano a secco. La SACA Spa, società che gestisce il servizio, ha imposto le chiusure notturne (solitamente dalle 00:30 alle 06:00) per evitare che il serbatoio comunale si svuoti completamente a causa delle falle nella rete. Un “cerotto” che doveva essere temporaneo e che invece, dopo mesi, è diventato la norma.

“Le perdite occulte non possono più essere tollerate”, attacca il sindaco Rodolfo Marganelli. “Sappiamo che i cittadini stanno sopportando un disagio vero e ci scusiamo, ma come amministrazione non abbiamo mai smesso di pressare i gestori”.

Una rete che “fa acqua” (e costa cara)

Il nodo della questione è tecnico ma anche economico. Nonostante la portata d’acqua garantita dal CAM (Consorzio Acquedottistico Marsicano) sia costante, una quantità enorme di metri cubi si disperde nel terreno prima di arrivare nelle case. Un danno doppio: per il servizio mancato e per i costi che la società di gestione continua a pagare, gravando indirettamente sul sistema.

Le ditte specializzate sono al lavoro per mappare i guasti invisibili, ma i tempi della burocrazia e dei cantieri non coincidono con quelli della cittadinanza. “La popolazione manifesta costanti e giuste proteste”, prosegue il primo cittadino, sottolineando come la soluzione d’emergenza stia alimentando un forte scontento sociale.

Verso il confronto pubblico

La diplomazia delle PEC sembra ormai arrivata al capolinea. Marganelli chiede ora un intervento urgente e improcrastinabile per ripristinare la normale erogazione H24.

Il prossimo passo? Portare la questione in piazza. Il Sindaco si è detto pronto a ospitare i vertici della SACA per una riunione pubblica: un confronto faccia a faccia dove la società dovrà spiegare ai residenti perché, nel 2024, un intero paese debba ancora vivere con il cronometro in mano per poter aprire un rubinetto.

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