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BILANCIO REGIONE. PIETRUCCI: “SIAMO DI FRONTE A UN LENTO E INESORABILE DECLINO DELL’ABRUZZO”

di Pierpaolo Pietrucci*

L’AQUILA – Il bilancio di Regione Abruzzo che la giunta Marsilio presenta in aula è il riflesso esatto di quella che ha presentato la destra a livello nazionale: una manovra priva di visione, di coraggio e senza una idea di futuro per il paese e dell’Abruzzo.
La manovra di bilancio della destra è un lento inesorabile accompagnamento al declino di un paese e di una regione che crescono pochissimo, e che vede aumentare ogni giorno le disuguaglianze.
Il governo regionale ha messo al primo posto la riduzione del deficit (che hanno prodotto loro) ma lo ha fatto scaricando il costo su famiglie e imprese: portando la pressione fiscale al di là delle promesse elettorali (la più alta negli ultimi dieci anni) e lasciando sotto finanziate politiche fondamentali come sanità, istruzione, trasporti, sostegno alle imprese, sociale, cultura e sport.
A livello nazionale e a livello regionale questo galleggiamento non ci porterà lontano.
Senza investimenti, senza una strategia infrastrutturale e industriale, senza un reale sostegno ai redditi medio bassi, con i salari inchiodati e l’aumento dei prezzi vertiginoso non andremo lontano.
Questo bilancio non lascia intravedere dove chi governa vuole portare la Regione Abruzzo. Così come non si è visto nel Defr.
Qual è la visione? Qual è l’idea su cui vogliono far muovere la Regione?
Perché ci sono numeri che gridano allarme vero.
10.000 giovani emigrati negli ultimi 2 anni
• +170% ore di Cassa Integrazione nel 2025
• 40% delle famiglie nelle aree interne vive in povertà
• +7% immigrati residenti nel 2025
• €130mln di deficit nella sanità regionale
• 2026-2028: tasse regionali in aumento
• 1° posto nazionale per pressione fiscale locale (L’Aquila)
• Tra i più bassi in Italia: tasso di natalità
I numeri certificano il FALLIMENTO di questa destra che negli ultimi 25 anni ha governato in Abruzzo per ben 17 anni contro gli 8 anni del Centro Sinistra. E il fallimento non lo certifichiamo noi. Lo dicono gli istituti di ricerca e le forze sociali della nostra regione.
E io mi rivolgo principalmente alle persone che soffrono e vorrei parlare a chi ha uno stipendio che non arriva a metà mese, a chi conosce il peso di uno stipendio che finisce prima del mese, a chi assiste i genitori non autosufficienti, a chi cresce i figli da solo, a chi combatte una malattia mentre compila moduli infiniti, a chi cerca un lavoro ma trova precarietà. Come fa la destra a ridere e a essere cosi superficiale di fronte a queste persone?!
Ancora una volta una manovra che sceglie di non scegliere. Che rinvia la soluzione ai problemi strutturali della Regione, che tira a campare come ha fatto sulla sanità .
E’ quindi un bilancio scarso, insufficiente per una Regione che invece ha grandi potenzialità.
L’Abruzzo é una regione ricca di risorse naturali, ma é una Regione dove continuano a crescere le iniquità e le disuguaglianze soprattutto sulle aree interne e di montagna In una parola le ingiustizie. Una regione guidata da 7 anni da marsilio che non genera opportunità. Una regione che si è rattrappita. L’Abruzzo negli ultimi 25 anni é stato governato per 7 anni e mezzo dal centro sinistra e per 18 (diciotto sic!!) dalla destra !! 18 anni di destra !!
E questo bilancio come i precedenti non affronta i nodi che consentirebbero di aggredire le disuguaglianze e di far godere agli abruzzesi delle opportunità della nostra Regione da cui invece sono esclusi (primo fra tutti la sanità e i trasporti).
Penso che sia davvero arrivato il momento di togliere la sanità dalla mangiatoia delle Regioni. La sanità pubblica deve tornare nelle mani dello Stato. Perché un Sistema sanitario che cura in base al conto corrente, è un sistema disumano. Avete prodotto Un sistema sanitario dove persone che hanno davanti liste di attesa lunghissime, vanno al privato e questo malfunzionamento vi serve perché sono imprenditori che fanno sponda tra la politica e gli affari e vivono di finanziamenti pubblici. Andiamo a vedere chi fa soldi con la sanità privata. CHI BENEFICIA DELL’INEFFICIENZA DEL PUBBLICO E DELLE LUNGHE LISTE DI ATTESA?? CHI BENEFICIA?? IL PRIVATO. SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IL PRIVATO. CHI E’ DOPPIAMENTE TASSATO? IL CITTADINO CHE PAGA DUE VOLTE (una volta per il servizio pubblico per cure e diagnosi di cui non beneficia, e un’altra volta per il privato a cui é costretto a rivolgersi se non vuole morire). Ecco il sistema sanitario in Abruzzo a cui ci ha ridotto la destra.
Per non parlare del fatto che non c’é niente sul Lavoro e sulle strategie di attrazione di nuovi investimenti (smartworking nelle aree interne non c’è niente), Diritti, coesione, nuove opportunità, investimenti, infrastrutture (ferrovia pescara-roma zero), valorizzazione dell’ambiente e dell’economia ambientale, sport, in questo bilancio non c’è niente.
Scegliete gli indicatori. Qualsiasi esso sia.
Le tasse sono aumentate
Il deficit é aumentato
La rinuncia alle cure è aumentata
Il saldo della mobilità é aumentato
I servizi sono diminuiti
Il numero delle SDO (le dimissioni presso i nostri presidi sono diminuiti)
Vorrei capire qual è l’indicatore per cui va tutto bene.
Sul PNRR zero case della salute e strutture aperte mentre altre regioni decine e decine di strutture aperte.
Quando il deficit raggiunge il 5% dell’intero fondo che hai a disposizione, è chiaro che scattano i meccanismi del commissariamento. Noi siamo al 4,5% quindi siamo molto molto vicini.
Questi 8 anni sono stati un totale fallimento. deficit che si è innalzato e rasenta di nuovo quel famoso 5% circa.
125 milioni di euro, solo quello del 2025 come tendenziale, ma soprattutto rinuncia alle cure, la seconda regione d’Italia, questo perché aumentano le tasse, aumenta la mobilità, aumenta il tasso di rinuncia alle cure sui livelli
essenziali di assistenza
Aumentano le tasse, diminuiscono i servizi la destra ha fallito.
Questo bilancio non è solo insufficiente: è sbagliato. E conferma che dopo anni di governo del centrodestra l’Abruzzo è più fragile, più tassato e meno tutelato. Noi continueremo a batterci perché la Regione torni ad avere una visione, una direzione e una politica all’altezza delle aspettative degli abruzzesi e delle abruzzesi.
*Consigliere regionale Pd

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