L’AQUILA. ELEZIONI COMUNALI 2027. DI QUA O DI LA’ MA NEI FATTI E’ LA REALTA’
L’AQUILA – Non si può avere la pretesa di essere portatori di verità assolute. Ma analizzare fatti e numeri, sempre suscettibili di letture diverse e con le immancabili varianti nelle sfumature, è alla portata di tutti. Chi si troverà ad amministrare il Comune del Capoluogo di regione dal 2027 , dovrà fare i conti con una realtà socioeconomica non invidiabile. Finito il flusso immenso di denaro del Pnrr, i veli e i fumogeni sulla realtà spariranno e, chiunque essi siano i futuri amministratori comunali, i tarli nei mobili si vedranno tutti. Ma andiamo per gradi.
EDILIZIA SCOLASTICA.
Migliaia di ragazzi e ragazze ancora studiano dentro strutture di metallo, che da provvisorie sono diventate definitive. Dopo 8 anni di governo della città da parte delle giunte Biondi, nulla è cambiato. Tutto è rimasto nel precario del terremoto del 2009.
ECONOMIA, LAVORO E GIOVANI.
Fuggono dalla città e dal comprensorio in cerca di futuro i nostri giovani. Non con le valigie di cartone, ma con una laurea in tasca. Perché? E’ facile capirlo: all’Aquila non vedono futuro. E politiche per favorire il loro inserimento nel tessuto economico cittadino non se ne sono viste e non se ne vedono all’orizzonte. Si potrebbero riempire decine di pagine bianche con l’elenco delle aziende in crisi nell’intera provincia, ma a parte qualche illuminato politico locale, nulla sul fronte degli impegni e degli investimenti si è visto e si vede.
DECLASSAMENTO DI UFFICI E SEDE UNICA REGIONALE.
Li chiamavano scippi, una volta. Ora potremmo definirli elegantemente provvedimenti di riassestamento del potere a livello regionale. Ed ecco che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli a volo radente migra verso Pescara. E a Pescara nascerà anche la nuova sede unica della Regione Abruzzo. In questi due fatti è riassumibile il declino del Capoluogo di Regione.
NATALITA’ E MORTALITA’
Non nascono più figli. Gli asili nido, dell’infanzia, le elementari e le medie ogni anno che passa registrano meno iscritti; al contrario i muri si riempiono di annunci mortuari. Una società senza bambini, ragazzi e giovani non ha futuro. E non curando la miopia imperante, non si fa nulla per accettare e integrare famiglie che vengono da altri luoghi. Per dirla brutalmente, chi scrive sui muri “Prima gli Aquilani”, per lanciare questo messaggio e farsi intendere prima o poi lo dovrà imbrattare le cinture murarie della città e dei cimiteri.
ELEZIONI E RUMORS
Di già si lanciano nomi di probabili candidati a sindaco. Si ipotizzano (dietro le quinte) riposizionamenti e nuove proposte. Seguiremo in futuro l’evoluzione del chiacchiericcio, senza alcuna partecipazione da parte di Reteabruzzo. Resta il fatto che su chiunque cadrà l’olio sacro dell’unzione, le realtà di cui sopra saranno il banco di prova del futuro dell’Aquila e del suo comprensorio.
Giosafat Capulli



