BILANCIO ABRUZZO: SANITÀ E “SPORT DELLE BRICIOLE” ACCENDONO LA BATTAGLIA
Si preannuncia un clima incandescente per l’imminente sessione del Consiglio regionale dedicata alla manovra di bilancio che andrà in aula lunedì. Tra numeri che non tornano, tagli drastici e finanziamenti milionari a grandi eventi, la distanza tra la maggioranza di centrodestra e l’opposizione a guida PD non è mai stata così ampia. Al centro della contesa, due temi caldi: il debito sanitario e la gestione dei fondi per lo sport, che hanno innescato uno scambio di accuse al vetriolo.
Sanità: “Salva-Abruzzo” o Commissariamento mascherato?
Silvio Paolucci, capogruppo PD ed ex assessore alla Sanità, affila le armi contro quella che definisce una “manovra sofferta e strutturalmente debole”. Il punto di rottura è l’emendamento “Salva-Abruzzo” promosso dal governo Marsilio. Se per il centrodestra si tratta di una norma fondamentale per sbloccare risorse e dare respiro ai conti, per Paolucci è un “Commissaria-Abruzzo” nei fatti.
“Lo Stato non mette un euro”, attacca Paolucci, “ma chiede un piano operativo entro gennaio per arrivare al pareggio nel 2028, con prescrizioni vincolanti dai ministeri. È la fine dell’autonomia programmatoria”. Secondo l’esponente dem, il disavanzo sanitario (che sfiora i 100 milioni) costringerà la Regione ad attingere dall’extragettito fiscale, sottraendo fondi ad altri settori vitali per i prossimi tre anni.
Dall’altra parte, il Presidente Marco Marsilio e l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri (FdI) rivendicano la bontà della manovra, sottolineando come l’uscita dal commissariamento sia stato un traguardo storico del centrodestra e che l’attuale percorso serva a stabilizzare una sanità gravata da costi crescenti e criteri di ripartizione nazionale che penalizzano le regioni a bassa densità abitativa.
Il caso Sport: dai milioni per il Napoli ai 10 euro per i club locali
Il secondo fronte di guerra riguarda lo sport. Ha destato scalpore e ironia la ripartizione dei fondi della Legge 2/2018. A fronte di centinaia di associazioni che hanno partecipato a bandi regolari, le somme erogate sono state definite “briciole”: si passa dai 62 euro per l’Etoile dell’Aquila ai 10 euro per lo sci club di Scanno, fino ai 93 euro per il Popoli Calcio.
“Hanno svuotato intenzionalmente la legge per favorire finanziamenti ad hoc e discrezionali tramite le leggi omnibus”, accusa Paolucci, citando come termine di paragone i 1.220.000 euro annui destinati al Napoli Calcio per il ritiro a Castel di Sangro (un investimento totale di 12 milioni fino al 2032).
La replica della maggioranza non si è fatta attendere. Massimo Verrecchia, capogruppo di FdI, bolla le critiche come “strumentali”:
“Le leggi omnibus rispondono a esigenze straordinarie del territorio non intercettabili da bandi standard. Parlare di ‘legge mancia’ significa banalizzare interventi che permettono a molte realtà di sopravvivere. Il bilancio deve tenere conto di priorità enormi, a partire dalla sanità”.
Cultura e Sociale sotto la scure
La battaglia si sposta anche sulla cultura. Paolucci denuncia l’azzeramento del Fondo unico regionale e il taglio al Teatro Marrucino (sceso a 13mila euro), mentre eventi come la “Notte dei Serpenti” o “Cartoons on the Bay” restano blindati. “Se l’identità è legata alla storia, il Marrucino è ben più identitario di eventi nati ieri”, punge il capogruppo PD.
Mentre la maggioranza difende le scelte parlando di “visibilità internazionale” e “protezione dei settori sociali” (nonostante i tagli denunciati dall’opposizione sui malati oncologici e lo spopolamento), l’Aula si prepara a una maratona di emendamenti. La sfida è tra due visioni opposte: quella di chi rivendica il rigore finanziario in un momento di crisi e quella di chi accusa la giunta di “navigare a vista” tra bugie e propaganda.




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