DOVE LE DONNE ERANO PILASTRI. NAZIONE CHEROKEE: “I FIGLI PRENDEVANO IL CLAN DELLA MADRE”
Cāera un tempo, non troppo lontano, in cui il Sud-Est degli Stati Uniti era attraversato da una societĆ che funzionava in modo radicalmente diverso da quella europea. Era la Nazione Cherokee.
In quella societĆ , le donne non erano subordinate. Erano pilastri.
La loro cultura era matrilineare: i figli prendevano il clan dalla madre, e i beni ā campi, case, storie ā passavano da donna a donna. Quando una coppia si sposava, era lāuomo a trasferirsi nella casa della moglie, non il contrario. E se la donna decideva che il matrimonio era finito, bastava che gli mettesse fuori dalla porta i suoi oggetti personali. Il messaggio era chiaro. E rispettato.
Le donne Cherokee possedevano le case. Coltivavano il mais, i fagioli e la zucca ā āle tre sorelleā che nutrivano la comunitĆ . Gestivano il cibo, allevavano i bambini, intrecciavano cesti, trattavano le pelli e mantenevano viva la cultura.
Ma non erano solo madri e custodi. Erano anche leader.
Alcune erano āGhigauā ā āDonne amateā ā con poteri religiosi, morali e politici. Potevano parlare nei consigli tribali, decidere le sorti dei prigionieri e perfino influenzare dichiarazioni di guerra. La più celebre fu Nanyehi, conosciuta anche come Nancy Ward. Durante il periodo della Rivoluzione Americana trattò direttamente con i leader coloniali.
Quando i coloni europei arrivarono, furono sconvolti da questa realtĆ . Il viaggiatore James Adair la definƬ con disprezzo un āgoverno in gonneā, incapace di comprendere una societĆ in cui le donne avevano potere reale.
Ma con il tempo, quel potere fu aggredito.
Il governo degli Stati Uniti impose strutture patriarcali: riconobbe solo capi maschi, impose la proprietà privata agli uomini e negò alle donne il diritto di rappresentare la loro gente nei trattati ufficiali. I missionari insegnarono la sottomissione femminile. Il sistema matrilineare fu lentamente smantellato.
Eppure, le donne Cherokee resistettero. Alcune continuano ancora oggi a trasmettere le storie, le lingue e le linee di discendenza attraverso le madri.
Non era una societĆ perfetta. Ma era una dimostrazione concreta che il dominio maschile non ĆØ naturale, nĆ© inevitabile. Ć una scelta culturale. E loro avevano scelto unāaltra via.
Quella via ĆØ stata quasi cancellata.
Ma non dimenticata.
PerchĆ© ogni volta che una donna viene zittita nel nome della ātradizioneā, possiamo ricordare le Cherokee ā e dire:
āAltri mondi sono esistiti. E possono esistere ancora.ā





La societĆ degli Indiani nativi era quella perfetta.
Dovremmo imparare ma continuano a sbagliare clamorosamente.
Come dicono sempre la storia non riesce a insegnarci niente.
Però siamo andati sulla luna !!!!!!