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QUANDO LA MENTE SEGUE LA MODA. TATUAGGI: IL SOUVENIR CHE IL SISTEMA IMMUNITARIO NON VOLEVA.

di Emidio Liberatore
L’AQUILA – Noi ci facciamo sto bel disegnino pensando ā€œche figata, dura per sempreā€ e invece l’inchiostro non se ne sta buono buono nella pelle come un bravo bambino: fa le valigie e parte in gita turistica. Dove va? Diretto ai linfonodi (tipo discoteca per pigmenti), poi passa a trovare fegato, milza e polmoni e lƬ organizza una festa infiammatoria che dura mesi, anni, a volte pure una vita.
Risultato? Il nostro sistema immunitario si incavola cronico, i macrofagi muoiono dal nervoso, sparano citochine a raffica tipo mitragliatrice e alla fine siamo un po’ più stanchi a combattere virus, vaccini e compagnia bella. In pratica il tatuaggio ci trasforma in un’antologia di infiammazioni ambulanti.
Il principale articolo di riferimento ĆØ uno studio pubblicato nel 2025 sul Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), che rappresenta la ricerca più completa e recente sull’argomento, basata su modelli murini e cellule umane in vitro. Ecco la bibliografia completa:
Cattaneo, A., Ferrari, J., Pusterla, C., et al. (2025). ā€œTattoo ink induces inflammation in the draining lymph node and alters the immune response to vaccination.ā€ Proceedings of the National Academy of Sciences, 122(48), e2510392122. Link diretto per l’accesso: https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2510392122 (l’articolo ĆØ open access).
Quali colori sono più cattivi? Facciamo la classifica dei ā€œmeglio evitarli se non vuoi che il tuo corpo ti mandi a quel paeseā€:
• Rosso: il re delle rotture di palle, soprattutto quelli vecchi col mercurio (ora quasi estinti) o i nuovi organici che comunque ti fanno venire allergie da paura e granulomi che sembrano brufoli immortali.
• Giallo: pieno di robe cancerogene e sensibilizzanti, praticamente ti tatui una schedina del tumore (scherzo… forse).
• Arancione, rosa e certi viola: figli dei due di sopra, stessi problemi.
• Nero moderno (quello con le nanoparticelle piccolissime): entra nei linfonodi come se avesse il pass VIP e ci resta per sempre. Alcuni hanno pure gli idrocarburi aromatici, roba che sembra il fumo di scarico tatuato.
• Verdi, turchi e fluorescenti: spesso pieni di metalli pesanti e cose che brillano… ma anche che rompono.
I più tranquilli? Il bianco (titanio) e certi viola quinacridone. Bravi bambini.
Dal 2022 in Europa con il REACH hanno detto ā€œbasta, via 4000 schifezzeā€, quindi gli inchiostri nuovi sono molto più educati… però pure quelli viaggiano lo stesso verso i linfonodi, eh, non ĆØ che diventano monaci di clausura.
E se ci pentiamo e vogliamo cancellare tutto col laser? Ormai si toglie quasi tutto, anche i colori bastardi (verde chiaro, giallo e turchese sono i più testardi, tipo ex che non mollano). Con i laser picosecondi nuovi in 6-12 sedute spariscono al 70-95%, una figata rispetto a una volta.
Però attenzione: l’infiammazione, il prurito, le allergie e i granulomi se ne vanno quasi sempre (evviva!), ma nei linfonodi una parte di pigmento resta lƬ a fare l’inquilino abusivo per sempre. Studi su cadaveri (sƬ, li hanno aperti apposta) mostrano pezzettini di tatuaggio anche 30 anni dopo la rimozione. Quindi il sistema immunitario torna quasi normale… ma non proprio come quando eri vergine di inchiostro.
Morale della favola, ragazzi: se il tatuaggio vi sta facendo impazzire (prude, si gonfia, sembra vivo), correte da un dermatologo serio e da un centro laser che sa il fatto suo. E la prossima volta, magari, pensateci due volte prima di farvi scrivere ā€œno regretsā€ in corsivo sul costato… perchĆ© l’unico vero regret potrebbe essere il tuo sistema immunitario che ti guarda male per i prossimi 50 anni.

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