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NATALE: LA CULLA-LA CROCE-GLI INDIFFERENTI-GLI IPOCRITI-LA POLITICA

di Giosafat CapulliĀ 

L’AQUILA – Osservando con distacco le dinamiche sociali e gli atteggiamenti di chi ĆØ chiamato a decidere il futuro della nostra complessa societĆ  abruzzese, alcune immagini e comportamenti restano impressi e danno il senso al distacco sempre più crescente da messaggi di vera umanitĆ  che pure il piccolo Gesu’ diventando Il Cristo ha seminato nel mondo a piene mani. In quella culla di povera gente, la tradizione vuole sia stato adagiato il Figlio di Dio (per chi crede), uno dei più grandi uomini della storia (per chi ĆØ laico o non credente). Non un bimbo comune, quindi, che con le sue predicazioni riportate nei Vangeli Canonici e in quelli Apocrifi, ha provocato un terremoto culturale e psicologico che gli Erode moderni (pur dichiarandosi credenti), stanno tentando di scardinare.Ā  La forza del messaggio di Gesu’, poi Cristo, ĆØ nell’aver messo l’umanitĆ  di fronte alla propria ipocrisia, al proprio specchio interiore. Riassumibile volgarmente nel predicare bene e razzolare male. L’adorazione che diventa idolatria. L’odio per ogni forma di diversitĆ  non vissuta come ricchezza del genere umano, ma come paura di perdere ricchezza materiale e dover condividere con gli altri, meno fortunati, il desco quotidiano. Costoro nutrono il proprio animo di odio e inchinandosi di fronte a quel bimbetto comunque Sacro, lo offendono con spudorata faccia tosta e cuore gelido, preparando per lui la Croce e la morte terrena. Osannano a Natale per uccidere l’osannato nel venerdƬ di Passione. In democrazia, tornando a cose più terrene, nell’ultimo decennio si assiste alla messa in chiaro di questi IO IMMANENTI SENZA VISIONE COLLETTIVA, che si comportano come dispensatori di ricchezze non loro, ma della collettivitĆ , facendo credere ai propri sudditi che quelle prebende siano frutto del loro fare e non di coloro che con sacrifici sempre crescenti pagano le tasse e le gabelle (pensionati e lavoratori dipendenti). Gli altri evadono ed eludono sia di fronte alla culla di Gesu’, che di fronte alla Croce di Cristo.Ā  Nella cittĆ  che mi ha dato i natali, non per mia scelta (nessuno può scegliere in che parte del mondo nascere), l’amministrazione pubblica nega un ricovero a poveri sventurati che vengono da lontano, nel tentativo di affrancarsi dalla fame e dalle tante guerre che insanguinano il nostro mondo degli umani-disumani.Ā  Questa idealmente ĆØ la peggiore negazione del messaggio di Gesù. A nulla vale inginocchiarsi di fronte ai simboli sacri; offensivo ĆØ battersi il petto e recitare il ā€œPadre Nostroā€. Disumano, ipocrita e volgare ĆØ dichiararsi credenti e comportarsi come posseduti da quell’odio demoniaco, che si manifesta anche di fronte alla differente percentuale di melanina che rende bellissimo anche esteticamente ogni essere umano. Dicano, costoro, Ā cosa intendo quando recitano ā€œAMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSOā€ o ā€œDAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI, DA BERE AGLI ASSETATI, VESTIRE GLI IGNUDI). Le risposte, però, non le affidino a quel vento che adorano, giĆ  intossicato dai fumi dei forni crematori costruiti da Hitler e Mussolini, dai gulag di Stalin, o dai Putin e Netanyahu di oggi. BUON NATALE!

 

Un commento su “NATALE: LA CULLA-LA CROCE-GLI INDIFFERENTI-GLI IPOCRITI-LA POLITICA

  • Ci vuole tanta onestĆ  e buona volontĆ  per cercare di mettere a posto tutte le criticitĆ  e problemi sociali.
    Non mi sembra che politica, religione e grandi personaggi vari, stiano collaborando se non ha creare disastri sociali.
    L’unica cosa positiva ĆØ che stiamo dando un bellissimo esempio di come non fare le cose giuste in Abruzzo e soprattutto in valle Peligna, cosƬ altri impareranno.
    Buon Natale

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