CORFINIO, I FATTI CHE PARLANO PIÙ DELLE PAROLE: DAI RAGAZZI DELLA CATECHESI UN GESTO CONCRETO DI SOLIDARIETÀ
In un tempo segnato da una crescente sfiducia verso la Chiesa e il mondo della catechesi, dalla parrocchia di Sant’Alessandro a Corfinio arriva una storia che va in direzione opposta: quella di una comunità che sceglie di mettersi in gioco con gesti semplici ma concreti, capaci di lasciare il segno.
Protagonisti sono tre giovani catechisti – Chiara, Sara e Michele – che insieme ai bambini e ai ragazzi dei gruppi di Prima Comunione e Cresima hanno organizzato tre banchetti di beneficenza, svolti il 9 novembre, il 7 e il 21 dicembre. Durante questi appuntamenti sono stati messi in vendita lavoretti natalizi realizzati dai bambini e dolci preparati da loro stessi nel corso delle attività di catechesi.

Un’iniziativa nata dal desiderio di andare oltre le lezioni frontali e le parole ascoltate, per aiutare i più giovani a comprendere il valore del bene fatto in modo concreto. “A volte – spiegano i catechisti – fare del bene in maniera fattiva è più efficace che restare seduti ad ascoltare”.
Il materiale necessario per i lavoretti è stato finanziato dagli stessi catechisti e dal parroco don Vincenzo, mentre la risposta della popolazione di Corfinio è stata, ancora una volta, calorosa e generosa. Grazie agli acquisti dei cittadini, è stata raccolta una somma complessiva di circa 600 euro, interamente destinata all’acquisto di cesti alimentari.
Nella giornata di oggi, i cesti vengono donati a 10 famiglie indigenti del paese. Non si tratta di beni di prima necessità già presenti nel banco Caritas, ma di alimenti scelti con cura per regalare un Natale più ricco di calore e dignità: parmigiano, prosciutto, spumante, datteri al cioccolato, cioccolatini, crema di nocciole, panettone al cioccolato e arancia, cotechino, fettuccine e sughi pronti.
Un gesto che vuole essere anche un messaggio: la solidarietà non è solo un concetto da spiegare, ma un’esperienza da vivere. E in questa esperienza, bambini, catechisti e comunità intera hanno camminato insieme.
Una testimonianza silenziosa ma forte, che dimostra come, anche nei piccoli centri, la Chiesa possa ancora parlare attraverso i fatti. E farsi ascoltare.




