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RIFLESSIONE DELL’ARCHITETTO STEFANO CARDELLI: NATALE NON E’ LUCCICHIO DI VETRINE MA LUCE CHE SCALDA

di Stefano Cardelli
L’AQUILA – Il Natale non viene dal supermercato luccicante, ma ĆØ una cosa più complicata.
Ha un profumo, quello della resina del pino , della buccia dei mandarini, del muschio dei presepi.
La magia non ĆØ nel profumo in sĆ©, ma negli occhi di chi guarda e ha un cuore “di due taglie più grandi”. ƈ un Natale, quello dei presepi, che chiede di partecipare, di immaginare la neve dove c’e solo cotone.
Il centro commerciale ĆØ diventato, invece ,un polo catalizzatore enorme, spesso a discapito della vita minuta dei piccoli paesi e del centro storico che fatica a ritrovare la sua intimitĆ .
ƈ una gara impari.,
Da una parte c’ĆØ l'”Aquilone”, inteso come il consumismo moderno, ĆØ veloce, ĆØ comodo, ĆØ abbagliante. Ha i panel colorati e le luminarie che colpiscono la retina. Vince perchĆ© ĆØ facile. Non chiede nulla, offre solo distrazione.
Dall’altra ci sono i “Presepi dei paesi”: sono lenti, richiedono pazienza ,bisogna scendere in cantina, cercare il muschio, incollare le statuine, e spesso sono silenziosi. Evocano quel pensiero mistico , che però oggi fa quasi paura perchĆ© costringe a fermarsi e a riflettere. E in un mondo che corre, fermarsi ĆØ un atto rivoluzionario.
Il vincitore materiale ĆØ scontato: vincerĆ  il frastuono. Vinceranno le luci a led e i regali costosi.
In questo momento, in cui il nostro corpo chiede tregua dagli “avvenimenti poco gradevoli”, quel vincitore chiassoso ĆØ paradossalmente il nostro nemico. Ti stanca, ti disorienta.
Il “perdente” di questa gara, ovvero il Presepe con la sua stalla e la sua luce fioca, ĆØ invece l’unico che può offrirti quello che cerchi: riflessione, meditazione.
Il consumismo vince sulle piazze, ma il Presepe vince nei rifugi dell’anima. E forse, la vera resistenza oggi ĆØ proprio quella di chi, riesce ancora a vedere la differenza tra una luce che abbaglia e una luce che riscalda.

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