L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA CHE OSCURA I GRANDI PERSONAGGI DELLA PROPRIA STORIA
L’AQUILA – Vivere la vita politico-culturale con visione ideologica, comporta a volte il dover nascondere le radici sorico-culturali del passato, per raccontare una realtĆ diversa e più aderente ai desiderata del momento di chi governa. L’incipit ĆØ diretto, ma i fatti sono fatti. L’aquila capitale della cultura si appresta ad offrire ai visitatori e ai turisti spettacoli e iniziative culturali di ogni genere. Con qualche piccola dimenticanza su quei personaggi che di fatto hanno scritto e vergato la storia della cittĆ . Andiamo per ordine.
Cosa ĆØ previsto nel cartellone dei festeggiamenti per i personaggi che seguono?
SAN VITTORINO. Protomartire e vescovo di Amiternum. Catturato mentre tornava da Roma dove si era recato per visitare la tomba di San Pietro. Impiccato a Testa in giù a Cotilia. Morto per le esalazioni solforose e trafugato dagli amiternini per riportare la sua salma a San Vittorino. Le spoglie del santo riposano sotto uno degli altari della cattedrale di San Massimo.
SAN CETTEO. Altro martire amiternino, santo protettore di Pescara. Ucciso in Amiternum e gettato nel fiume Aterno, il suo corpo ricomparve miracolosamente sulle foci del Pescara. Recuperato da alcuni pescatori ĆØ diventato il simbolo religioso del capoluogo adriatico.
SALLUSTIO. Uno dei più grandi storici dell’antichitĆ . Amiternino e figlio di commercianti di origini sabine. Compagno di studi di Giulio Cesare. Autore di testi storici di importanza universale. Era un grande amatore e quando tornava da Roma ad Amiternum, accompagnato da Giulio Cesare, per far visita ai genitori, era protetto da una scorta armata per sfuggire alle ire dei mariti le cui moglie lo avevano avuto come amante.
CELESTINO V E IGNAZIO SILONE. Celestino V ha ispirato il grande Ignazio Silone nell’opera teatrale “L’Avventura di un povero cristiano”: una sola volta rappresentata in cittĆ , era l’epoca del compianto Federico Fiorenza.
BUCCIO DI RANALLO DA POPPLETUM. Il cantore storico del ‘300 ha raccontato in quartine la nascita e le vicende storiche della cittĆ .Ā Abbiamo la fortuna di avere come concittadino il docente universitario Carlo De Matteis, che con i suoi volumi (studiati in tutte le universitĆ europee), ha tenuto in vita gli scritti del nostro Dante. Buccio, però, sembra non far parte delle pagine di storia della cittĆ che raccontano ora da Palazzo Margherita.
L’ARMENTARIO PALITTI DA ROIO. La ricchezzza della nostra cittĆ ĆØ nella lana di pecora. E il Tratturo Magno ancora ne conserva le tracce. Il più grande armentario della storia cittadina ĆØ stato Palitti da Roio. Milioni di capi di bestiame che dagli alpeggi delle nostre montagne a settembre partivano per il tavoliere (Settembre andiamo…. ĆØ tempo di migrare….di D’annunziana memoria), era suoi. E la nostra ricchezza derivante dalla percore ĆØ visibile in tanti palazzi storici cittadini.
NINO CARLONI. Un vero e propio gigante nel mondo della musica. Nino Carloni ĆØ stato il fondatoreĀ della “SocietĆ Aquilana dei Concerti”, del “Conservatorio Casella”, dei “Solisti Aquilani” e dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.Ā Come dire: la cultura ai massimi livelli.
TOMMASO FATTORI. A lui si deve la grandissima tradizione rugbystica aquilana. Uomo di grandi virtù e di prestigio nazionale creò dal quasi nulla la Polisportiva L’Aquila Rugby. I successi dei neroverdi sono noti. E per decenni L’Aquila era conosciuta in Italia e in Europa per il Rugby. Solo dal 2009 anche per il terremoto.
Chiaramente ho solo fatto alcuni esempi, omettendo per motivi di spazio altri grandi personaggi cittadini. Di una cosa sono quasi certo. Se costoro fossero stati citati da Tolkien ne “Il Signore Degli Anelli”, avrebbero avuto grande visibilitĆ nel calendario delle manifestazioni per L’Aquila Capitale Della Cultura 2026.Ā
BUON NATALE




