CALASCIO. IL BAMBINO GESU’ ARRIVATO DA BETLEMME QUASI 300 ANNI FA
CALASCIO –Ā
Chi non conosce Calascio e le sue bellezze? Tutti sanno che ĆØ uno dei borghi
medievali più belli dāItalia, con la sua Rocca che si erge maestosa nel Parco
Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, resa celebre anche da un francobollo
ora fuori corso.
Non conto più le volte che vi sono stato e non solo per eventi speciali come quello che
vi fu in agosto 2005 quando da Gerusalemme vi andai per il convegno storico su
padre Mario da Calascio (1550-1620), insigne ebraista ancora oggi ricordato per le
sue opere fondamentali. Anche la scorsa estate sono tornato a Calascio e ho potuto
godere delle sue bellezze artistiche e naturali. Uno scrigno di arte ĆØ la chiesa
francescana di S. Maria delle Grazie purtroppo abitualmente chiusa. La cortesia del
dottor Antonio Vincenzo Matarelli che di Calascio conosce tutto e tutti mi ha ridato la
gioia di rivedere anche il tesoro che la bellissima chiesa custodisce: il Bambino Gesù
portato a Calascio dalla Terra Santa quasi tre secoli fa.
La piccola suggestiva immagine del Bambino fu portata da Fra Antonio da Rocca
Calascio, insieme al documento anchāesso ancora conservato e che qui riproduciamo.
Nella pergamena in forma di bolla redatta in latino con tanto di firme originali e di
sigillo si legge: Ā«Fra Illuminato da Alessandria,… Missionario Apostolico e
Presidente del Santo Monte Sion e del Santissimo Sepolcro di Nostro Signore Gesù
Cristo e di tutta la Terra Santa, a quanti leggeranno attestiamo che la presente
immagine in cera del Bambino Gesù è stata benedetta e posata nella Grotta di
Betlemme dove lo stesso nostro Signore si degnò di nascere dalla Vergine per la
salvezza di tutto il genere umano e nella stessa Santa Grotta di Betlemme sul luogo
del presepio di Gesù nostro Salvatore fu esposta alla pubblica adorazione dei fedeli.
Per la sua identificazione fu posto al collo [dellāimmagine] una cordicella rossa di seta
sigillata con impresso il nostro sigillo minore in cera spagnola rossa, pendente sulle
spalle, per la maggior gloria e debito culto del Santissimo Mistero del Divino
Bambino Gesù. Pertanto Fra Antonio da Rocca Calascio, Laico Professo della
Provincia Osservante di S. Bernardino, dona, dedica e consacra al Convento
francescano di S. Maria delle Grazie a Calascio perchƩ sia esposto alla pubblica
venerazione e adorazione dei fedeli. Attestiamo inoltre che questa medesima
immagine raffigurante il Bambino Gesù nostro Salvatore fu posta sopra il Santissimo
e Gloriosissimo Sepolcro del Signore nostro Gesù Cristo come pure sul Monte
Calvario dove Gesù Cristo nostro Signore fu crocifisso nel punto preciso del foro
della terra nel quale fu infissa la Croce.
In fede di tutte e singole le cose [affermate] abbiamo comandato di approntare il
presente documento da noi sottoscritto, munito e corroborato del sigillo pendente
maggiore del nostro ufficioĀ». Seguono le firme e lāindicazione: Ā«dal nostro Convento
di San Salvatore il 23 del mese di maggio 1740Ā».
Fra Illuminato che firma il singolare documento era in quel momento lāautoritĆ più
importante della Custodia Francescana di Terra Santa, istituzione nata quasi con San
Francesco e incaricata ancora oggi di custodire i Luoghi Santi in nome e per mandato
della Chiesa Cattolica. Lāaltro firmatario ĆØ Fra Deodato, Segretario di Terra Santa;
sono noti ambedue dalle cronache francescane. Ancora più conosciuto è Fra Mario da
Calascio giĆ ricordato; di Fra Antonio da Rocca Calascio sappiamo solo che era
Ā«osservantissimoā della Regola e in particolare della povertĆ francescana. Bello
pensare che da frate semplice e «povero» ha arricchito il suo paese!
Calascio ha cosƬ il privilegio di conservare un piccolo grande tesoro religioso
proveniente dalla Terra Santa! La storia di queste statue di Gesù Bambino è
abbastanza nota; non poche dai luoghi di culto sono finite nei musei e non raramente
esposte anche in mostre con annessi cataloghi.
Il Gesù Bambino di Calascio è raffigurato disteso nella culla e «in fasce» a colori; si
trova dentro una urna di legno collocata sopra lāaltare dedicato a San Pasquale. Si
tratta di un esempio splendido di quel movimento di devozione e di teologia che nei
secoli XVII e XVIII portò alla riscoperta dellāumanitĆ e dellāinfanzia di Cristo e nel
quale un ruolo importante lo ebbero proprio i francescani in Terra Santa. Molteplici
sono i significati simbolici attribuiti alla raffigurazione del Bambino, dalla posizione
al vestito, ma tutti fioriti dalla riflessione teologica, poetica e mistica sul mistero del
Natale che illumina questi giorni.
Ho visto di persona la scorsa estate come sono belle e ariose le chiese di Calascio,
grazie al giovane, colto e dinamico parroco, don Oliviero Liberatore. Che bello se la
stessa sorte fosse riservata anche alla Chiesa di S. Maria delle Grazie e al suo
inestimabile tesoro, il Bambino di Terra Santa arrivato a Calascio
duecentoottantacinque anni fa!
Giovanni Claudio Bottini
Gerusalemme
Nota: padre Giovanni Claudio Bottini ĆØ abruzzese di origine ma da cinquanta anni
risiede a Gerusalemme dove ĆØ docente emerito di introduzione ed esegesi di Nuovo
Testamento (Studium Biblicum Franciscanum). Ha pubblicato libri e articoli di
carattere biblico e vari saggi sulla presenza e lāattivitĆ culturale dei Francescani in
Terra Santa e in Abruzzo.



