UN VIAGGIO COLTO E CONTROCORRENTE NELL’ABRUZZO DEL ‘900
Con il suo nuovo, imponente volume di 856 pagine, Raffaele Giannantonio consegna ai lettori un’opera destinata a diventare un punto di riferimento negli studi sull’Abruzzo, sulla sua architettura e sulla percezione che di questa terra hanno avuto scrittori, viaggiatori e intellettuali tra Otto e Novecento. Pubblicato da Textus Edizioni il libro si distingue fin da subito per la cura editoriale: grafica di Andrea Padovani, fotografie di Luca Del Monaco, immagini in bianco e nero e a colori che dialogano costantemente con il testo.
Non si tratta di un semplice repertorio iconografico né di un saggio di storia dell’architettura in senso stretto. L’ambizione dell’autore è più alta e più complessa: ricostruire lo sguardo sull’Abruzzo attraverso le parole e le immagini di chi lo ha attraversato, raccontato, interpretato. Un’operazione culturale che trova autorevoli riconoscimenti nei saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e della Fondazione Carispaq, nella presentazione di Sergio Pace (Polito) e nella prefazione di Mario Cimini.

La struttura del volume è rigorosa e al tempo stesso narrativa. Nella prima parte Giannantonio delinea le figure degli autori delle immagini e dei testi che hanno contribuito a costruire l’immaginario architettonico abruzzese del Novecento. Si alternano grandi nomi della letteratura e del reportage internazionale – da Hemingway a Escher, da Ashby a Canziani – e protagonisti della cultura italiana come Pirandello, Gadda, Pasolini, Ceronetti, Malaparte, fino al “testimone assente” John Fante. Ne emerge un mosaico di sguardi spesso divergenti, talvolta contraddittori, ma sempre rivelatori.
La seconda parte entra nel vivo dell’analisi, concentrandosi su città, paesi e monumenti così come sono stati descritti dagli scrittori e viaggiatori presi in esame. Qui il libro diventa un atlante narrativo, in cui l’architettura non è mai solo forma, ma racconto, simbolo, pregiudizio o scoperta. È forse in queste pagine che si avverte maggiormente la capacità dell’autore di intrecciare rigore scientifico e piacere della lettura.

Nella terza sezione l’attenzione si sposta sulle emergenze architettoniche che più hanno colpito l’immaginazione degli osservatori: chiese, borghi, complessi monumentali che tornano come costanti nei resoconti di viaggio, diventando chiavi interpretative di un territorio troppo spesso semplificato.
Le conclusioni rappresentano il cuore ideale del volume. Giannantonio tira le fila di un lavoro monumentale con un obiettivo dichiarato e politicamente culturale: combattere gli stereotipi che hanno a lungo condizionato il giudizio sull’Abruzzo, restituendo complessità e dignità a una regione letta attraverso lo specifico dell’architettura.
A chiudere il libro, una serie di approfondimenti affidati a studiosi come Federico Bulfone Gransinigh, Emanuela Ceccaroni, Arianna Petraccia, Luigi Paolantonio, Antonio Lorito e Andrea Goti, che arricchiscono ulteriormente il percorso con focus mirati e puntuali.
Più che una semplice pubblicazione, questo libro è un viaggio intellettuale e sentimentale nella “terra amata” dell’autore. Un viaggio impegnativo, certo, ma necessario, che invita il lettore a guardare l’Abruzzo con occhi nuovi, liberi da cliché e finalmente consapevoli della sua straordinaria stratificazione culturale e architettonica. Buon viaggio, davvero.




Molto interessante vorrei acquistarlo ma non l’ho trovato sul web
Potete rivolgervi alla nostra redazione e la metteremo in contatto con l’autore
Gentile Signora Sirago buonasera.
Per informazioni e acquisti rivolgersi cortesemente alla Textus Edizioni al numero telefonico +393477908603 e all’indirizzo e-mail info@textusedizioni.it.
La ringrazio comunque dell’apprezzamento.
Raffaele Giannantonio