RIDOTTA LA CONDANNA PER L’AUTOMOBILISTA COINVOLTO NELL’INCIDENTE MORTALE DI MARIA LUISA ESPOSITO
Era il 2015 quando Maria Luisa Esposito, docente sulmonese e presidente di un’associazione locale, perse la vita in un tragico incidente lungo la Statale 17, all’altezza di Pettorano sul Gizio. La donna, che si stava recando dalla propria abitazione a quella della madre di cui si prendeva cura quotidianamente, fu travolta da un’Alfa Romeo guidata da Aurel Coitoru, 45enne di nazionalità romena. L’impatto fu così violento che la Volkswagen della professoressa fu sventrata sul lato del posto di guida, causando la morte immediata della donna.
Dopo un primo grado conclusosi nel 2022 con la condanna a due anni di reclusione, la Corte d’Appello dell’Aquila ha ridotto la pena per Coitoru a nove mesi, riconoscendo comunque la sua responsabilità per l’omicidio colposo. I giudici hanno concesso le attenuanti generiche e la sospensione della pena, stabilendo che l’uomo dovrà risarcire i familiari della vittima in separata sede.
Il processo di secondo grado si è concentrato su tre fattori principali: il superamento del limite di velocità da parte del conducente, l’uso del telefono cellulare da parte della vittima e il mancato rispetto dello stop all’incrocio. La perizia disposta dal pubblico ministero ha evidenziato che Coitoru procedeva a 90 km/h in un tratto in cui il limite era di 70 km/h, velocità che non gli avrebbe consentito di fermarsi in tempo per evitare l’impatto. Dall’altro lato, la difesa, rappresentata dall’avvocata Maria Romilda Ratiglia, ha sottolineato come Maria Luisa Esposito stesse probabilmente parlando al telefono al momento dello scontro, un’ipotesi supportata dal rinvenimento del cellulare e degli occhiali sull’asfalto.
L’incidente ha così visto convergere più elementi di responsabilità: la guida eccessivamente veloce di Coitoru e l’attraversamento imprudente dell’incrocio da parte della professoressa. La sentenza d’appello ha tenuto conto di questi fattori, alleggerendo la condanna rispetto al primo grado ma confermando il dovere di risarcire i familiari della vittima, rappresentati in giudizio dall’avvocato Vincenzo Colaiacovo.
Maria Luisa Esposito era molto nota e apprezzata a Sulmona per il suo impegno sociale e le numerose iniziative culturali e ricreative organizzate insieme al marito Sandro Sereno. La sua tragica scomparsa ha lasciato un profondo vuoto nella comunità locale.



