GIOVANNI CAVALLARI (ABRUZZO INSIEME) MEDICI DI MEDICINA GENERALE LASCIATI SOLI
L’AQUILA – Tra propaganda dei reparti di eccellenza e realtĆ , medici di medicina generale lasciati soli
La sanitĆ abruzzese continua a essere raccontata attraverso una narrazione parziale e autocelebrativa
da parte delle figure apicali della Regione Abruzzo: il Presidente Marco Marsilio, lāAssessore alla
Sanità Nicoletta Verì e i Direttori Generali delle ASL. Una narrazione fondata
sullāautocertificazione dei risultati raggiunti, che si concentra su pochi reparti definiti āeccellenzeā e
che evita sistematicamente unāanalisi seria e complessiva dellāintero sistema sanitario regionale.
Dietro la celebrazione di singole realtĆ , infatti, manca il coraggio di affrontare lo stato reale della
sanitĆ pubblica, segnata da carenze croniche di personale, servizi territoriali in affanno, liste dāattesa
sempre più lunghe e cittadini costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi fuori regione.
In questo contesto appare particolarmente contraddittoria la scelta della ASL di Teramo di istituire
una commissione per la valutazione dellāappropriatezza prescrittiva dei medici di medicina
generale. Parliamo degli stessi professionisti ai quali, da un lato, si chiede di aumentare il numero
degli assistiti per far fronte alla grave carenza di queste figure sul territorio e ai quali, allo stesso
tempo, vengono ridotte le risorse economiche e tagliati gli stipendi, nonostante lāaumento del carico
di lavoro. Medici che oggi vengono sottoposti a un ulteriore livello di controllo, presentato come
elemento di efficienza e addirittura come motivo di vanto.
Non bastava, evidentemente, il riferimento agli strumenti giĆ esistenti in materia di appropriatezza
prescrittiva, come il manuale Rao. Si ĆØ ritenuto necessario istituire una specifica commissione che,
più che configurarsi come un gruppo di lavoro a supporto dei professionisti, rischia di assumere i
contorni di una forma di censura dellāoperato dei medici di medicina generale, anzichĆ© di un reale
sostegno a unāattivitĆ quotidiana giĆ estenuante e svolta in condizioni sempre più difficili.
Si tratta di un controsenso evidente. I medici di medicina generale rappresentano il primo presidio
del Servizio sanitario nazionale e operano sulla base di una conoscenza approfondita e continuativa
dei pazienti: storia clinica, terapie giĆ intraprese, condizioni sociali e familiari, confronto costante
nel tempo. Nessuna commissione potrà mai disporre dello stesso patrimonio informativo né
sostituirsi a una valutazione clinica fondata su un rapporto fiduciario costruito negli anni.
Dal punto di vista tecnico-sanitario, ridurre lāappropriatezza prescrittiva a una valutazione
amministrativa ex post rischia di svuotare di significato lāautonomia professionale del medico e di
trasformare problemi strutturali ā carenza di personale, mancanza di servizi, organizzazione
inefficiente ā in responsabilitĆ individuali.
Ancora una volta, invece di intervenire sulle vere criticitĆ del sistema sanitario regionale, si
preferisce spostare lāattenzione sui professionisti, in particolare sui medici di medicina generale, che
continuano a garantire lāassistenza nonostante condizioni di lavoro sempre più gravose.
Una sanitĆ pubblica credibile non si costruisce con comunicati trionfalistici, con lāesaltazione di
poche eccellenze e con provvedimenti contraddittori. Serve unāanalisi complessiva, onesta e
responsabile dellāintero sistema sanitario abruzzese. FinchĆ© il Presidente Marsilio, lāAssessore VerƬ
e i Direttori Generali continueranno a limitarsi allāautocertificazione dei risultati, senza autocritica e
senza interventi strutturali, la distanza tra la propaganda e la realtĆ quotidiana vissuta da cittadini e
operatori sanitari resterĆ inaccettabile.



