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DECLASSAMENTO AGENZIA DELLE DOGANE. PIETRUCCI E ROMANO: “SILENZIO ASSORDANTE DAGLI AQUILANI AL POTERE”

di Pierpaolo Pietrucci e Paolo Romano
L’AQUILA – Dogane, silenzio inaccettabile sul declassamento dell’Aquila: una scelta grave che penalizza la ricostruzione economica.
La settimana appena trascorsa si chiude con una triste certezza: il silenzio dei rappresentanti politici del centrodestra in Regione Abruzzo, cosƬ come quello del sindaco Biondi, sul declassamento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all’Aquila ĆØ ormai assordante.
Nel corso della settimana si ĆØ avuta l’ennesima conferma di questo disinteresse attraverso la conferenza dei capigruppo svoltasi in Consiglio regionale, richiesta proprio per affrontare la questione delle Dogane aquilane. Un confronto che ha dimostrato quanto poco la maggioranza di governo regionale tenga a una vicenda strategica per il territorio. Altro che rilancio delle aree interne: solo propaganda e fandonie.
Purtroppo, ciò che non doveva accadere ĆØ accaduto davvero: l’Aquila ha perso il proprio ufficio a favore della cittĆ  di Pescara, diventando l’unico capoluogo di regione in Italia a subire un simile declassamento. E di fronte a questa realtĆ  gravissima nessun esponente del centrodestra ha ritenuto di assumere una posizione chiara. Anzi.
All’interno dell’Agenzia delle Dogane continua a regnare l’incertezza, con uno spezzatino di competenze che appare come una vera e propria beffa. Ancora oggi non ĆØ chiaro quali funzioni e quale personale saranno assegnati all’ufficio tecnico di supporto per le regioni Lazio e Abruzzo. Secondo il sindaco questo assetto avrebbe dovuto rappresentare un rilancio per il territorio; la realtĆ , invece, racconta altro: all’Aquila operano attualmente solo cinque dipendenti, mentre la restante parte dei circa trenta ĆØ stata collocata a Roma. Una fotografia che smentisce clamorosamente la propaganda del primo cittadino.
La responsabilitĆ  ĆØ evidente e ha nomi e cognomi precisi: Fratelli d’Italia, a livello nazionale e locale, e il Governo Meloni, che hanno ideato e sostenuto una riforma che sta producendo effetti negativi sull’assetto organizzativo dell’Agenzia a tutti i livelli e che ha consentito, nei fatti, che l’Aquila venisse trattata come un territorio di serie B.
Si colpisce la cittĆ  proprio mentre ĆØ ancora in corso la ricostruzione economica e sociale. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non ĆØ un semplice ufficio amministrativo, ma una vera e propria infrastruttura economica, fondamentale per lo sviluppo, la competitivitĆ  e il sostegno alle imprese del territorio.
Alle responsabilitĆ  nazionali del Governo Meloni si sommano quelle politiche locali di chi oggi governa la Regione Abruzzo e il capoluogo di regione: una classe dirigente incapace di reagire, di difendere l’Aquila e di contrastare una scelta profondamente sbagliata, subita passivamente.
Si ĆØ passati dal progetto di rilancio e sviluppo economico messo in campo dal centrosinistra con RESTART a un declassamento delle Dogane che impoverisce il territorio, senza che nessuno abbia sentito il dovere, neppure minimo, di chiedere scusa alla cittĆ .
Noi continuiamo a combattere e a rappresentare un dissenso che nasce dai lavoratori, dagli operatori economici e da un intero territorio oggi costretto persino a spostarsi a Pescara per operazioni ordinarie. Un dissenso che viene da una cittĆ  che rivendica uno sviluppo economico serio, strutturato e duraturo.
Continueremo a chiedere con forza di fermare l’attuazione della riforma o, quantomeno, di riconoscere – attraverso le norme di prossima approvazione in Parlamento – la particolaritĆ  e la fragilitĆ  di un territorio, quello aquilano, che sta ancora uscendo dai terremoti del 2009 e del 2016. Lo faremo riportando con determinazione, in sede comunale e regionale, la questione del declassamento dell’unico capoluogo di regione e della pessima riforma dell’Agenzia delle Dogane.

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