TAC FUORI USO A SULMONA: PAZIENTI TRASFERITI E PRONTO SOCCORSO SOTTO PRESSIONE
Tac fuori uso a Sulmona, emergenza nell’emergenza: pazienti trasferiti e pronto soccorso sotto pressione
SULMONA, 19 dicembre – È bastato un guasto improvviso a un macchinario chiave per mandare in affanno l’intero sistema dell’emergenza-urgenza dell’ospedale di Sulmona. La Tac, strumentazione di nuova generazione collocata nel reparto di radiologia dell’Annunziata, è rimasta fuori uso per circa 24 ore, innescando una catena di disagi che ha colpito operatori sanitari e pazienti.
Il problema si è verificato a partire dal 17 dicembre, costringendo il pronto soccorso a dirottare almeno sette pazienti verso altri presidi ospedalieri, in particolare Castel di Sangro e Avezzano. Una situazione che ha reso ancora più fragile una rete già messa a dura prova dalla cronica carenza di personale e mezzi.
All’ospedale di Sulmona sono infatti disponibili soltanto due ambulanze: una destinata al servizio 118, con oltre 170mila chilometri percorsi in otto anni, e una utilizzata per i trasferimenti, che ha già superato i 300mila chilometri in sette anni. L’impossibilità di effettuare esami diagnostici fondamentali come la Tac ha reso inevitabili i trasferimenti, complicando ulteriormente la gestione delle emergenze.
Una criticità che riporta alla mente episodi recenti finiti anche sulle cronache. Il 13 novembre scorso un’ambulanza si era fermata sull’autostrada A25 mentre trasportava un paziente in codice rosso. Pochi giorni dopo, il 16 novembre, entrambi i mezzi erano impegnati e per trasferire d’urgenza un bambino di dieci anni all’ospedale di Pescara i genitori erano stati costretti a ricorrere all’ambulanza di un’associazione di volontariato. Il piccolo era arrivato a destinazione con quattro ore di ritardo, rischiando la vita.
Sul fronte dei mezzi di soccorso, la Asl ha già avviato la procedura di gara per il potenziamento del parco ambulanze. Per la Tac, invece, l’intervento si è rivelato più rapido. A chiarire l’accaduto è il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi. “Il macchinario ha accusato un problema a seguito dello spegnimento effettuato per consentire le prove del sistema elettrico. Abbiamo subito contattato la società che si occupa della manutenzione”, spiega. Costanzi precisa inoltre che “la macchina ha almeno cinque anni sulle spalle, quindi non è vecchia ma nemmeno giovanissima. Farò verificare la possibilità di una revisione e di un aggiornamento”.
Non si tratta, però, di un episodio isolato. Già lo scorso settembre la Tac si era fermata a causa di uno sbalzo di corrente, costringendo i pazienti a spostarsi da un ospedale all’altro per circa cinque giorni. Questa volta, almeno, i tempi di ripristino sono stati più brevi: la strumentazione è tornata in funzione nella tarda serata di ieri. Resta però l’allarme su una sanità locale che continua a muoversi su un equilibrio sempre più precario.


