CronacaHomeIn Evidenza

CHIESTO IL TRASFERIMENTO IN COMUNITÀ DEL17ENNE COINVOLTO NELL’INCHIESTA SULLA 12ENNE ABUSATA

Casal del Marmo, chiesto il trasferimento in comunità per il 17enne detenuto: restano le tensioni nel carcere minorile

ROMA – Si concentra ora sulle condizioni di detenzione e sulla tutela dei minori il nuovo sviluppo della delicata vicenda che coinvolge il carcere minorile di Casal del Marmo. Il 17enne ristretto nell’istituto romano, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla dodicenne di Sulmona, avrebbe riferito di aver subito aggressioni all’interno della struttura, chiedendo per questo di essere trasferito in una comunità.

La richiesta è stata avanzata dalla sua legale, l’avvocata Raffaella D’Amario, dopo quanto emerso anche dalle dichiarazioni di un altro minore coinvolto nel procedimento, già trasferito nel carcere minorile dell’Aquila, che avrebbe denunciato episodi di violenza durante la permanenza a Casal del Marmo. Alla luce di questi elementi, la difesa del 17enne ha ritenuto necessario sollecitare una misura alternativa alla detenzione in istituto penitenziario.

Nei giorni scorsi l’avvocata D’Amario ha depositato una denuncia alla Procura della Repubblica per lesioni aggravate, minacce e presunte omissioni di atti d’ufficio. Un’iniziativa giudiziaria analoga a quella presentata dall’avvocato Alessandro Margiotta, difensore dell’altro minore, che avrebbe subito più episodi di violenza e, una volta trasferito, sarebbe stato oggetto di gravi minacce anche nel carcere minorile dell’Aquila.

“A Sulmona non potrà tornare perché lì risiede la persona offesa. Dopo quanto accaduto ho chiesto il collocamento in comunità”, spiega l’avvocata D’Amario, sottolineando l’esigenza di garantire condizioni adeguate e compatibili con l’età del ragazzo. Il trasferimento nel carcere minorile dell’Aquila, inizialmente ipotizzato, era stato sospeso dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a causa dell’emergenza sanitaria legata alla scabbia, successivamente rientrata.

Sul piano giudiziario restano confermate le accuse, a vario titolo, nei confronti di tre giovanissimi: un 14enne, un 17enne e un 18enne. I reati ipotizzati sono violenza sessuale aggravata in concorso, atti sessuali con minorenne, atti persecutori e produzione di materiale pedopornografico.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la dodicenne sarebbe stata abusata e ripresa in più occasioni, con la successiva diffusione dei video in una chat di gruppo e l’utilizzo del materiale per esercitare pressioni e ricatti. La vicenda è emersa dopo la richiesta di aiuto della minore al numero di emergenza 114, dedicato alle vittime di abuso, che ha avviato l’intervento degli esperti e dei carabinieri, culminato negli arresti dello scorso 24 ottobre.

Ora, accanto al procedimento principale, si apre un ulteriore filone di accertamenti sulle condizioni di detenzione dei minori coinvolti, in un contesto che richiede particolare attenzione e cautela, nel rispetto dei diritti e della tutela dei soggetti più vulnerabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *