CANI DI SULMONA, IL COMUNE ESTERNALIZZA ANCORA: ANIMALI DESTINATI A RESTARE A. COLLELONGO
IL paradosso dei ritardi: un atto burocratico blocca il ritorno a casa e i cani restano a Collelongo
Un semplice atto amministrativo che diventa lāalibi perfetto per rinviare tutto. Con la nuova determina dirigenziale del 17 dicembre 2025, il Comune di Sulmona ha scelto ancora una volta la strada dellāesternalizzazione del servizio di ricovero dei cani randagi, rinviando di fatto il rientro degli animali nel canile comunale di via Noce Mattei. Un rinvio che pesa come un macigno, soprattutto alla luce delle polemiche esplose nelle ultime settimane.
Il nodo, dichiarato nero su bianco negli atti, ĆØ sempre lo stesso: la mancata registrazione del canile comunale allāAlbo regionale delle strutture di ricovero. Un passaggio burocratico previsto dalla legge regionale e necessario per rendere pienamente operativo il rifugio. Un passaggio che, però, a distanza di mesi, non ĆØ ancora stato completato. E che oggi viene utilizzato come giustificazione per far slittare di un altro anno il ritorno a casa dei cani.
Eppure si tratta, secondo molti, di un adempimento formale, non di unāopera faraonica. Un iter amministrativo che il Comune continua a trascinare, mentre i cani restano fuori cittĆ . Una situazione che appare ancora più incomprensibile se si considera che il numero degli animali ĆØ drasticamente diminuito: dai circa 120 cani di partenza si ĆØ scesi a poco più di 60. Numeri che renderebbero il rientro nel canile di via Noce Mattei non solo possibile, ma anche più facilmente gestibile.
Invece, la scelta ĆØ stata unāaltra. Pubblicare un nuovo avviso di manifestazione di interesse e proseguire con lāaffidamento esterno, con il rischio concreto che i cani continuino a rimanere nel canile di Collelongo. Una decisione che arriva nel momento peggiore possibile, dopo il servizio di Rai Tre che ha acceso i riflettori sulle condizioni in cui sarebbero custoditi gli animali nella struttura marsicana, scatenando la protesta degli animalisti e di una parte consistente dellāopinione pubblica.
Alle accuse televisive i gestori del canile di Collelongo hanno risposto con una smentita totale, annunciando azioni legali a tutela della propria immagine. Ma, al di lĆ delle versioni contrapposte, resta il dato politico e amministrativo: il Comune di Sulmona continua a rinviare il rientro dei cani nel proprio canile, appellandosi a una registrazione che non arriva.
Nei documenti ufficiali si richiamano i principi del benessere animale e persino la riforma dellāarticolo 9 della Costituzione. Nella realtĆ , però, un passaggio burocratico irrisolto sta diventando lo strumento con cui si procrastina una scelta attesa da tempo. E mentre le carte restano ferme, per i cani di Sulmona il āritorno a casaā resta, ancora una volta, solo sulla carta.



Meglio così piuttosto che condannare i cani a morte visto che il canile di Sulmona è di fianco alla discarica Cogesa, da anni avvelenante e fuorilegge.
in questa cittĆ la vergogna e l’ amore sono scomparse….. importante ĆØ concedere cittadinanze .. quello che appare strano ĆØ che camminando per il Corso cittadino ormai la proporzione ĆØ 3 cani per 1 bambino…
Registrare il canile non equivale ad affidarne la gestione. Una volta accreditata la struttura, la legge impone una gara dāappalto, con tempi tecnici di mesi. Lāaffidamento annuale esterno serve a coprire questo periodo ed evitare vuoti di un servizio essenziale, eviterei semplificazioni che non tengono conto delle procedure obbligatorie.
Lāanno ĆØ una copertura tecnica, non una scelta politica.
Il punto serio non ĆØ perchĆ© un anno, ma perchĆ© lāaccreditamento non ĆØ stato chiuso per tempo, perchĆ© si ĆØ arrivati ancora una volta a ridosso della scadenza, perchĆ© si ripete una gestione in emergenza