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ANZIANA CADE SUL MARCIAPIEDE DOPO L’ABBAIARE DI UN CANE: IL GIUDICE CONDANNA IL PROPRIETARIO

Cade sul marciapiede dopo l’abbaiare del cane: condannato il proprietario

SULMONA – Una caduta improvvisa, avvenuta davanti a un’abitazione, si è trasformata in un caso giudiziario conclusosi con una condanna. Il giudice di pace di Sulmona, Gianna Cipriani, ha riconosciuto la responsabilità di Moreno Biffi, 28enne del posto, ritenuto colpevole del reato di lesioni personali colpose ai danni di un’anziana di 87 anni.

L’uomo è stato condannato a 400 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 4.500 euro in favore della donna, che si è costituita parte civile. I fatti risalgono al maggio del 2021 e si sono verificati in via Lamaccio.

Secondo l’accusa, il giovane, proprietario di un cane di razza corso, non avrebbe adottato tutte le misure necessarie a custodire adeguatamente l’animale, lasciandolo all’interno di una recinzione ritenuta non idonea a impedire l’affaccio sulla pubblica via. In particolare, sarebbe mancato anche il cartello di avvertimento “Attenti al cane”.

Proprio l’abbaiare improvviso dell’animale avrebbe spaventato l’anziana mentre stava camminando sul marciapiede antistante l’abitazione. La donna, colta di sorpresa, avrebbe perso l’equilibrio cadendo rovinosamente a terra.

A seguito della caduta, l’87enne riportò un trauma contusivo al bacino e a una gamba. I sanitari dell’ospedale di Sulmona giudicarono le lesioni guaribili in 35 giorni.

Nel corso del processo sono stati ascoltati alcuni testimoni. Tra questi anche un poliziotto, che ha riferito al giudice l’assenza del cartello di allerta. Circostanza contestata dall’imputato. «Il cartello c’è sempre stato e il mio cane è rimasto sempre all’interno del recinto. Non si può parlare di morso o di aggressione – ha dichiarato Biffi –. Inoltre il cane potrebbe aver abbaiato per segnalare una situazione di pericolo, cioè la caduta dell’anziana. Non è detto che le due cose siano collegate».

Una tesi che non ha convinto il giudice, che ha invece ritenuto sussistente il nesso tra la condotta contestata e l’evento lesivo, pronunciando la condanna.

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