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PATTO PER L’ABRUZZO. SALARIO MINIMO GARANTITO ANCHE NELLA NOSTRA REGIONE. PRONTO IL TESTO

L’AQUILA – Il salario minimo di nove euro l’ora negli appalti commissionati dalla Regione non ĆØ incostituzionale. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dando via libera alla normativa della Regione Puglia. ƈ un passaggio importante, raccolto con entusiasmo dal Patto per l’AbruzzoĀ che ĆØ pronto a presentare lo stesso intervento nella nostra regione, con il fine di Ā contrastare il lavoro povero che in Abruzzo assume i connotati di una vera e propria emergenza.

ā€œIl pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge della Regione Puglia ĆØ fondamentale per la tutela dei lavoratori e per la qualitĆ  della spesa pubblica – commentano i consiglieri regionali del Patto per l’Abruzzo – nella nostra proposta, che porta la prima firma di Luciano D’Amico e poi sottoscritta da tutto il Patto, tra i criteri di selezione delle imprese che partecipano alle gare d’appalto, inseriamo l’obbligo di garantire una retribuzione oraria minima ai dipendenti, nel pieno rispetto delle competenze statali e della contrattazione collettiva. La Regione Abruzzo eserciterĆ  cosƬ le proprie prerogative su appalti, concessioni e affidamenti regionali; enti, agenzie e societĆ  partecipate; beneficiari di fondi, contributi e incentivi regionali; programmi di politiche attive del lavoro e formazione professionale.

Legare l’uso delle risorse pubbliche al rispetto di standard minimi di dignitĆ  salariale – continuano – non ĆØ solo una questione etica, ma ĆØ una scelta che incide sulla competitivitĆ  del sistema. Il lavoro povero genera una catena di criticitĆ  che deve essere spezzata: riduce il potere d’acquisto, frena i consumi, indebolisce la domanda interna e, di conseguenza, la crescita economica. Un’economia basata su salari bassi ĆØ un’economia fragile, che alimenta precarietĆ  e spinge i giovani a lasciare la regione.Ā  In Abruzzo l’80% dei nuovi contratti ĆØ precario, il salario medio ĆØ sotto la media nazionale e la disoccupazione giovanile sfiora il 30%. Ogni anno oltre 4.000 giovani lasciano la regione.

Davanti a questi dati certificati non basta più limitarsi a enunciare con toni entusiastici il saldo tra occupati e disoccupati, servono misure concrete ed efficaci che rendano il lavoro volano per l’economia, per questo presentiamo questa Proposta di Legge regionale e siamo pronti a discuterne con le parti sociali, le associazioni datoriali e sindacali. Auspichiamo che anche la maggioranza di destra in Consiglio regionale voglia attivarsi per contribuire all’approvazione della norma senza ostacolarla. L’Abruzzo ha bisogno di questi interventi: garantire un salario minimo negli appalti significa orientare il mercato verso imprese sane, capaci di competere sulla qualitĆ  e non sul ribasso dei diritti. ƈ un investimento sul capitale umano e sulla stabilitĆ  sociale, che produce benefici anche in termini di produttivitĆ  e attrattivitĆ  del territorio. L’obiettivo ĆØ chiaro: approvarla entro i primi tre mesi del 2026ā€, concludono.

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