COCAINA NELLO STUDIO NIENTE SCONTI
Cocaina nello studio, niente sconti: losteopata Tommaso Ludovico va a giudizio con rito abbreviato
Sarà il rito abbreviato a decidere il destino giudiziario di Tommaso Ludovico, l’osteopata di 48 anni arrestato lo scorso settembre dopo il ritrovamento di quasi un chilo di cocaina nel suo studio professionale di viale della Stazione. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha respinto la richiesta di patteggiamento e ha fissato l’udienza per il prossimo 18 febbraio.
Alla base della decisione c’è il parere negativo della Procura, che ha ritenuto incongrua la pena concordata di due anni e otto mesi di reclusione rispetto alla gravità del reato contestato. Da qui la scelta obbligata del rito abbreviato, che prevede il giudizio allo stato degli atti.
L’inchiesta affonda le radici nel blitz dei carabinieri del nucleo operativo e della stazione di Sulmona, scattato il 30 settembre scorso nell’ambito di un’attività mirata al contrasto dello spaccio. Durante la perquisizione all’interno dello studio dell’osteopata, i militari avevano rinvenuto circa otto etti di cocaina nascosti in una borsa, un quantitativo destinato – secondo gli investigatori – al mercato della droga.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Claudia Sciarra e Stefano Michelangelo, ha sostenuto fin dall’inizio che il professionista custodisse la sostanza stupefacente per conto di terzi. Una tesi che sarà ora valutata nel corso del processo.
Nei confronti di Ludovico, che deve seguire un ciclo di cure per una patologia di cui è affetto, il gip aveva disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel territorio di Sulmona, con il rientro obbligatorio a casa entro le ore 20.
L’arresto dell’osteopata era maturato a poche ore di distanza da un altro fermo eccellente: quello di un 48enne sulmonese finito in manette due volte in tre giorni, prima con settanta grammi di cocaina e poi con altri 120 grammi della stessa sostanza e dieci grammi di eroina, custoditi in un diverso deposito.
Dopo il colpo inferto allo spaccio, ora per i protagonisti dell’inchiesta si apre la fase decisiva: quella del giudizio.



