Dalla regioneIn-Evidenza L'AquilaPolitica L'Aquila

PARCO DELLA LUNA. CONSIGLIO STRAORDINARIO E LA DESTRA CHE ALZA MURI

di Alessandro Tettamanti
L’AQUILAĀ  – Ieri durante il consiglio straordinario del Parco della Luna ho partecipato a una serie di interventi, più di quindici – fatti per lo più da giovanissimi – molto maturi ed equilibrati, che cercavano sinceramente l’apertura di un dialogo e di un percorso di partecipazione sul futuro di Collemaggio e sull’esperienza di autogestione di CaseMatte.
Dall’altra parte però era giĆ  stato tutto deciso e i (soli) tre interventi dei consiglieri di centrodestra (Sindaco e giunta erano assenti) sono stati di una disonestĆ  intellettuale avvilente, con un portato ideologico talmente grande da risultare a tratti surreali, buoni solo per esser dati in pasto all’algoritmo e ad alimentare, tra i loro follower, l’odio verso l’altra parte.
Erano infatti del tutto pretestuosi, in quanto il loro voto contrario all’Ordine del giorno presentato dalle opposizioni, era giĆ  stato deciso prima di cominciare, per partito preso, quello del Sindaco Biondi ovviamente, mortificando cosi ogni tentativo di confronto e reciproco riconoscimento. Pensare che gli interventi delle associazioni chiamate a parlare, stavano andando cosƬ bene che, come al solito, mi sono illuso che potesse esserci, per la prima volta, una piccola apertura, un primo inedito contatto costruttivo per il bene comune della cittĆ .
Sono un povero illuso e me ne vanto. La vergogna ĆØ di quei consiglieri e quelle consigliere di maggioranza che hanno dovuto inventare le ragioni del No tramite funamboliche acrobazie retoriche, offensive e ridicole. Alcuni hanno mostrato proprio di non aver capito quanto si era detto, o peggio ancora non l’hanno ascoltato proprio, o hanno fatto direttamente finta di non averlo capito, dicendo quindi falsitĆ .
Il tutto per non votare un ordine del giorno che chiedeva solo chiarezza sui lavori del Parco della Luna e garanzie che il progetto si realizzi e l’operazione non si tramuti piuttosto in un fiasco o peggio ancora in una svendita, in cui a farne le spese sarebbe l’unica realtĆ  viva nella zona, ovvero proprio CaseMatte.
Una bruttissima pagina di NON democrazia, un manuale di come far odiare le istituzioni ai giovani e le giovani, presenti in oltre cinquanta, che per la prima volta varcavano la soglia della casa comunale. Uno di questi a fine lavori aveva la voce rotta, a un passo dal piangere per la rabbia di fronte lo spettacolo offerto. Che rabbia che mi ha fatto e la rabbia è un sentimento che personalmente non provo più tanto spesso.
Il premio del più cattivo l’ha vinto ovviamente Leonardo Scimia, d’altronde ĆØ il capogruppo di Fratelli d’Italia, ruolo che evidentemente si ottiene proprio in base a questo.
Lo ringraziamo però per aver mostrato il volto vero di questa destra: contro ogni forma di partecipazione e democrazia dal basso. Sul territorio questa destra agisce, nella maniera più pura, la ricetta che l’internazionale nera usa in Italia e nel mondo: abbiamo vinto noi, decidiamo solo noi.
Scimia si ĆØ accanito sull’occupazione e su quelli che lui chiama diritti di prelazione, quando l’occupazione non c’è, perchĆ© questo ha stabilito una sentenza nel 2015, ed ĆØ l’Amministrazione a non aver fatto la sua parte, sottraendosi ai suoi doveri verso la magistratura e quindi lo Stato di diritto e di fatto aggravando cosi lo stato di illegalitĆ  a Collemaggio che dice di voler combattere.
In quanto al diritto di prelazione, ieri nessuno ha parlato di vantare diritti su niente, ma solo di attivare un processo partecipativo aperto a tutta la cittĆ  e le sue realtĆ  associative.
Ma la destra ĆØ come un pedale distorsore sempre acceso, distorce tutto al massimo per creare paure a cui rispondere con l’odio. A noi invece piace ballare.
E no, se fossimo al governo al posto loro non saremmo cosƬ perchĆ© crediamo davvero nella democrazia e nei percorsi di partecipazione, nelle assemblee, nell’orizzontalitĆ . Non si prendono decisioni a prescindere, votando acriticamente e mettendo una stigma sugli interlocutori e le interlocutrici, un ampio pezzo di cittadinanza di questa cittĆ .
Ma un altro corollario della loro interpretazione distorta della democrazia e il pragmatismo più becero, per cui se non sei un mio potenziale elettore non ti ascolto nemmeno, chi me lo fa fare. E’ cosi che ragionano ed ĆØ cosi che noi non faremo mai.
Dopo il misero spettacolo di ieri alcuni consiglieri e consigliere di maggioranza possono anche smettere di porsi, fuori dal Palazzo, come finti interlocutori più aperti degli altri, quando poi al dunque votano come gli viene richiesto, uniformandosi a tutti gli altri. Nonostante a CaseMatte magari ci siano passati negli ultimi quindici anni o il centro sociale venga frequentato dai loro figli, niente per loro conta di più di votare come il loro capo ha richiesto.
Non avrete più nessun credito da parte nostra.
ā€œNoiā€, questo ampio, grande, sempre potenziale e problematico ā€œnoiā€ che deve capire che in politica le forze in campo non sono tutte uguali e andare a votare può essere molto importante.
Spesso si ricercano e combattono, giustamente, forme di fascismo lontane da qui, ma nella nostra cittĆ  pure sono evidenti e impattano gravemente sulle nostre condizioni di vita e sulla nostra libertĆ . Sarebbe il caso, dopo nove anni, di iniziare a combatterle seriamente, creando insieme l’alternativa possibile, secondo l’antico detto: pensa globalmente, agisci localmente.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *