TRINITARI SULMONESI E ROMANI UNITI DA 450 ANNI
I Trinitari sulmonesi sono stati ospiti ieri dell’Arciconfraternita della SS.Trinità dei Pellegrini in Roma, fondata da San Filippo Neri, in occasione del 450° anniversario dell’atto di aggregazione dell’Arciconfraternita trinitaria sulmonese. In una giornata intensa, ricca di emozioni, è stato celebrato l’anniversario, con l’incontro della delegazione trinitaria sulmonese, guidata dal vescovo di Sulmona-Valva, Michele Fusco e dal rettore dell’arcisodalizio Raffaele Carrozza. I confratelli e le consorelle sulmonesi sono stati accolti nella chiesa della SS.Trinità di Roma, in piazza della Trinità. Subito dopo lo scambio di saluti, i Trinitari, prima della celebrazione della santa messa, hanno fatto la “lavanda dei piedi”, un rito stabilito da San Filippo Neri, per quanti venivano accolti nella sua confraternita, dedita ad opere di carità e di soccorso verso i più bisognosi. Subito dopo la lavanda dei piedi lo scambio di doni tra il rettore dell’arciconfraternita sulmonese Carrozza e i guardiani dell’arciconfraternita romana, Graziano Paventi di San Bonaventura e Fabrizio Azzola, con il sagrista Mario Claudio. Ai sulmonesi è stata donata copia dell’atto che il 17 novembre 1575 sigillò l’aggregazione tra i due arcisodalizi trinitari.Documenti storici che arricchiscono l’archivio dell’arciconfraternita sulmonese. Il primissimo incontro tra i due sodalizi avvenne nell’Anno Santo 1550. Nell’Anno Santo successivo venne sigillato l’atto di aggregazione. Dalla confraternita romana i sulmonesi ebbero l’abito, in saio rosso e pettorina bianca ma anche la disposizione della processione del Venerdi Santo. A tutti i confratelli, sacristani d’onore e consorelle, i trinitari romani hanno donato un ricordo della giornata. Ai confratelli e consorelle romani, oltre ai confetti, è stata donata copia delle pubblicazioni riguardanti la storia dell’Arciconfraternita di Sulmona. Ma anche un cero pasquale, con l’icona del Tronco, la grande croce vellutata cremisi dei Trinitari, con i simboli delle due arciconfraternite, del peso pari a dieci libbre dell’epoca, acceso durante la santa messa: era questo infatti l’obolo che i trinitari sulmonesi erano tenuti a versare dal 1575. Ed infine dodici tovagliette, utili per la lavanda dei piedi che i romani useranno in occasione del Giovedi Santo. Successivamente è stata celebrata la santa messa, secondo un antico rituale, tutta in latino, presieduta dal parroco e primicerio don Brice Meisonnier. La giornata romana si è conclusa con una conviviale e con la visita alla chiesa di S.Maria della Minerva, che custodisce le spoglie di S.Caterina da Siena, patrona delle consorelle trinitarie sulmonesi. Il vescovo Fusco e le consorelle, in raccoglimento davanti all’altare maggiore con le spoglie della santa senese, hanno pronunciato una breve preghiera. In serata il ritorno a Sulmona, portando un’esperienza unica vissuta, rinnovando un evento tra i più importanti nella lunga storia dell’Arciconfraternita trinitaria.








