SODECIA CHIUDE A RAIANO: SCIOPERO DEI 39 LAVORATORI E APPELLO A POLITICA E REGIONE PER TROVARE SOLUZIONI
La notizia è arrivata nei giorni scorsi come un fulmine a ciel sereno, soprattutto in un periodo delicato come quello natalizio. La Sodecia di Raiano chiuderà i battenti. Questa mattina i 39 dipendenti dell’azienda, specializzata nella produzione di componenti per il settore automotive, hanno incrociato le braccia davanti ai cancelli dello stabilimento. La decisione di trasferire la produzione a Chivasso, con il conseguente smantellamento delle attività a Raiano, rappresenta un colpo devastante per l’indotto e per un territorio già segnato dalla crisi industriale.

Sodecia, fornitore di Stellantis, ha fatto sapere che non ci sono più le condizioni per mantenere la produzione a Raiano per mancanza di commesse e calo del fatturato. Una situazione che mette a rischio il futuro di decine di famiglie e che, secondo i sindacati, non è affatto inevitabile. «Non possiamo rimanere a guardare mentre un altro pezzo della nostra economia viene smantellato», hanno detto con fermezza i lavoratori, scesi in sciopero per chiedere un passo indietro da parte dell’azienda. «Vogliamo soluzioni, vogliamo tempo», è il grido che ha risuonato ai cancelli dello stabilimento.
I sindacati, in particolare la FIOM con Simona De Sanctis e l’UGL con Domenico Amicone, hanno subito chiesto di prendere tempo. De Santis ha fatto appello alla politica regionale e alla stessa Stellantis, ricordando come il sito di Raiano, pur attraversando le difficoltà dovute alla contrazione della domanda di auto, abbia sempre risposto con solidarietà verso gli altri stabilimenti, in particolare quello di Chivasso. «Perché Raiano non può contribuire alla nuova commessa che Chivasso sta preparando?», ha chiesto De Sanctis, ricordando che in passato Raiano aveva aiutato il sito piemontese durante le sue difficoltà.

L’intervento di Gianni Petrella, rappresentante dei lavoratori, è stato uno dei più emozionanti. «Abbiamo dato tutto per questa azienda, sacrificandoci per mantenerla attiva», ha detto, ricordando i numerosi sacrifici fatti dai lavoratori, che da un anno sono impegnati con il contratto di solidarietà. «La chiusura non è una scelta inevitabile, ci sono ancora margini per mantenere aperto lo stabilimento», ha sottolineato Petrella, facendo appello alla responsabilità dell’azienda.
A fianco dei lavoratori, sono scesi in campo anche le istituzioni. Il sindaco di Raiano, Marco Moca, ha parlato di «doccia gelata» ricevuta con la comunicazione dell’azienda. «Non possiamo accettare passivamente la chiusura di questa azienda – ha affermato Moca – è una battaglia che riguarda l’intero territorio». Il sindaco ha promesso di essere al fianco dei lavoratori anche nel prossimo incontro con l’azienda, previsto per il 18 dicembre in Regione.

Marianna Scoccia, vicepresidente del Consiglio regionale, ha espresso la sua solidarietà ai lavoratori, ma ha anche riconosciuto le difficoltà del momento: «Non è facile, soprattutto alla vigilia delle festività – ha detto – ma la politica deve fare la sua parte. In questa battaglia, io ci sono, insieme a voi». La vicepresidente ha aggiunto che la Regione sta lavorando su diverse fronti, tra cui l’area di crisi complessa per la Valle Peligna, e che il PRRI e la transizione Z potrebbero rappresentare strumenti utili per rilanciare il territorio.
Anche la consigliera regionale Maria Assunta Rossi ha preso la parola, invitando a superare divisioni politiche e a concentrarsi su soluzioni concrete per salvare l’occupazione. «L’unione è fondamentale in questa battaglia – ha dichiarato Rossi – dobbiamo fare tutti la nostra parte per evitare che l’area della Valle Peligna diventi un deserto industriale».

Infine, il senatore Michele Fina ha aggiunto il suo sostegno, richiamando l’attenzione su quanto sta accadendo in tutta la regione, dove il settore automotive è in grave difficoltà.
Il prossimo incontro con l’azienda è fissato per il 18 dicembre alle 9.30 nella sede del Dipartimento Lavoro–Sociale della Regione Abruzzo, in via Passolanciano a Pescara. Quella data potrebbe rivelarsi decisiva per evitare che la chiusura della Sodecia di Raiano diventi una realtà definitiva. Nel frattempo, la lotta per salvare i posti di lavoro continua, con la speranza che le istituzioni possano fare la differenza.






