TRA LUMINARIE E CARTELLONE IL TURISMO E LA CULTURA RICHIEDONO ATTENZIONE
di Massimo Di Paolo
Paola Iezzi, giudice di X Factor2025, fisicata non poco, vestendosi da intellettuale ha detto due cose che hanno fatto notizia āLa trasgressione ĆØ essere liberi di testa; il peccato ĆØ non osareā. Ora, mutatis mutandis, i motti suggeriti potrebbero essere traslati alla gestione del Turismo e della Cultura a Sulmona che da decenni hanno assunto posti di prima fila nel dibattito pubblico -non solo tra i radical chic- con risultati che francamente lasciano a desiderare. Se si pensa a come si gestiscono questi due grandi contenitori di opportunitĆ a Sulmona, si capisce facilmente che non ĆØ che le cose vadano troppo bene. Il vento, da anni, resta sempre quello della retrocessione con punteggi da bassa classifica. Il tema tocca da tempo amministratori, cittadini, professionisti del settore, norme e consuetudini. Amore e luna se non crescono, calano. E questo sta avvenendo per āturismo e culturaā a Sulmona. Si dirĆ che i turisti ci sono, arrivano; che le comitive nelle piazze sono presenti, che il trenino storico ci rifocilla alla grande. Può essere vero, ma il tutto ĆØ gestito come una nota a piĆØ di pagina, unāillusione, una neve di primavera che appare e poi scompare rapidamente. In veritĆ , il turismo e la cultura come processi economici, restano ancora fatti casuali privi di un autista, di una guidache segni la via. Una per tutte, la tragedia dei āpulmini blu navyā per il servizio turistico con la stazione centrale, non utilizzabili per manierismi da incompetenza su cui preferiamo stendere un pietoso velo. La fortuna nostra ĆØ che i luoghi del cuore resistono al degrado e al tempo che passa, anche se il mondo intorno cambia a velocitĆ supersonica. Fuori da metafore: il discorso sul turismo e sulla cultura come organizzazione e processo di sviluppo, ĆØ molto presente nelle agorĆ reali e simboliche della CittĆ , se ne parla tanto, spesso a sproposito o con un regime semplice da paesotto sperduto nel passato ormai andato. Una devastante deriva demagogica un po’ occhiuta ma soprattutto sciocca. Nella realtĆ i fatti sono drammaticamente diversi. Per questo forse il suggerimento della robusta Paola Iezzi sarebbe un giusto monito per lāavvenire: osare un pochino non sarebbe male e neppure trasgredire da quel polveroso deserto di idee che caratterizza da anni il comparto, a Sulmona. In sostanza manca una predisposizione, una specializzazione, un āufficioā, un insieme di persone competenti e ampiamente supportate da indirizzi politici e amministrativi, con lāanima pulsante a palazzo san Francesco: sul tavolo delle Giunte comunali che vanno susseguendosi. Governi della CittĆ ,che da anni riconoscono nel Turismo e nella Cultura strumenti di sviluppo senza assumerne lāimpegno programmatico per implementare una struttura organizzativa permanente, condividono colpe e responsabilitĆ . Guardiamo altrove, blandiamo esperienze, facciamo confronti, nutriamo la convegnistica di settore in Abruzzo e non solo, ma restiamo adesi a Sulmona nostra senzaĀ essere capaci di farla evolvere su territori ad essa congeniali. Rischiamo di diventare come quelli che vanno allāOktoberfest portandosi la birra da casa. Non bastano Teatro, Camerate, Giostre, Festival; lƬ si vince facile, ĆØ come giocare a basket con un canestro allargato, ma permane la grave mancanza di coordinamento, di progettazione, di interventi urbani e di comunicazione, a tal punto che anche le Antiche compagini fanno fatica a trasformarsiĀ in soggetti economici, uscendo da un remarque nostalgico per unāĆ©lite di appassionati. Le difficoltĆ molte certamente: alcune di merito, altre politiche, il restante economiche. E non bastano i circoletti ghetto, elitari, che alzano muri e distinguo a risolverle o a interpretarle. Cultura di tutti recita il numero 9 della Costituzione. Nei paesini del meridione storicamente, e ancora oggi, le statistiche dimostrano altro. Trasformare Sulmona in cittadina turistica caratterizzata da dinamiche Imprese culturaliĀ ĆØ possibile, occorre lavorarci sodo: osando, introducendo idee e metodi e forse trasgredendo su qualcosaĀ del nostro passato. Ā Ā Ā




Sulmona tira nonostante la politica.