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NUOVO INTERVENTO SENZA MEDICO A BORDO: ESPLODE LA PROTESTA

Pescasseroli, nuovo intervento del 118 senza medico a bordo: esplode la protesta sull’emergenza sanitaria

Non è più un episodio isolato, ma un copione che si ripete con allarmante regolarità: un’ambulanza chiamata per un’emergenza, un paziente in difficoltà e, ancora una volta, nessun medico a bordo. L’ultimo caso arriva da Pescasseroli e riaccende in pieno inverno la discussione – mai sopita – sulla sanità di prossimità nell’Alto Sangro.

A denunciarlo è Silvano Di Pirro, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, che parla senza mezzi termini di una situazione “insostenibile, insopportabile e estremamente pericolosa” per le comunità del territorio. “Da quasi un anno – spiega – il servizio medico del 118 è ridotto a un problema irrisolto, nonostante promesse e impegni della politica e della Asl. Il coinvolgimento del medico di guardia o dei medici di base non è la soluzione: è solo una pezza che tenta di coprire una gravissima carenza di assistenza”.

Per Di Pirro, l’Alto Sangro – area ad alta vocazione turistica – “ha diritto a un servizio di emergenza-urgenza completo e continuativo”. “Non servono mezze misure né sperimentazioni utopistiche – aggiunge –. Qui occorre un medico h24. È quanto reclamiamo da anni senza essere ascoltati”.

Sulla vicenda ha aperto un’istruttoria il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, che prova a spiegare la radice del problema: la carenza di medici convenzionati. All’ultimo bando diffuso dall’azienda sanitaria, che metteva a disposizione 23 posti, ha risposto un solo medico. Un quadro che il manager conosce bene, tanto da aver avviato nelle scorse settimane una nuova stagione di assunzioni anche nell’area peligna, pubblicando un avviso per reclutare due medici da destinare al pronto soccorso e al 118 di Sulmona, con contratti triennali finalizzati alla stabilizzazione.

Intanto, oltre alla mancanza di personale, emergono anche criticità logistiche: dal caso del bimbo di dieci mesi arrivato in ospedale dopo quattro ore al trasferimento dell’operaio tunisino con un mezzo territoriale. Situazioni che hanno costretto la Asl a bandire una gara specifica per riorganizzare il parco mezzi.

Un quadro complesso, che a Pescasseroli e in tutto l’Alto Sangro alimenta un’unica domanda: quando l’emergenza smetterà di essere la normalità?

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