CAMARDA. QUANDO IL POTERE TAGLIA I FONDI ALLA NATIVITA’
L’AQUILA – La religiosità non si compra e non si vende. La si pratica intimamente, senza alcuna pretesa elettorale, e non risponde a nessun arrogante podestà al potere. Camarda, quel bellissimo borgo aggrappato alle pendici del Gran Sasso, da decenni mette in scena tra i vicoli, scantinati, vecchie stalle e piazzette quello spettacolo meravigliosamente spirituale che si chiama Presepe Vivente. Una comunità intera intende ogni anno far rivivere quella cultura senza pari che si chiama Cristianesimo. Quel mistero nel nome di un bimbo chiamato Gesù, che da millenni prova a inserirsi nella mente e nel cuore di ognuno per correggere la storia di morte, sopraffazione e violenza che accompagna noi umani fin dalla notte dei tempi. L’Aquila capitale della cultura, che dispone di fondi senza fine, cosa ti fa? Finanzia tutto, ma non la rappresentazione storica del Natale di Camarda. Una sberla non alla tradizione, ma alla cultura. Poiché quella manifestazione è espressione di un sentimento di popolo che avvicina l’uomo a valori universali, se non ultraterreni. Un grazie al consigliere comunale Paolo Romano, che ha reso noto il fatto. Un grazie non solo da parte mia e di Reteabruzzo, ma che certamente sgorgherà spontaneo anche dal cuore pulito di ogni persona di Buona Volontà.
Giosafat Capulli




