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1953

di Massimo Di PaoloLo faranno riproponendo lo storico concerto che si fece alla Massey Hall di Toronto nel 1953. Ai 70 anni dalla sua scomparsa, cinque stelle del firmamento Jazz attuale, suoneranno per ricordarne il mito, la leggenda, la narrazione di Charlie Parker.
Soffiò nel sassofono per la prima volta a 15 anni; dal 1941 iniziò la sua decade di massima espressione artistica, rompendo sculture monumentali della musica Jazz e aprendo a sperimentazioni, ritmi e musicalità imprevedibili fino ad allora.

Suonò con diverse band, ma quando presentò, in un a solo, due composizioni che hanno dettato i tempi swing e del blues, ā€œSwingmatism e Hootie Bluesā€, divenne un’icona. La tribù afroamericana, e la cultura dell’epoca, davano dei soprannomi quale segno di riconoscimento ai più grandi e fu in quel periodo che divenne ā€œYardbirdā€, più tardi semplificato in ā€œBirdā€. Charlie Parker ĆØ morto da 70 anni ma come King Cole, Lester o Satchmo, vive indimenticato nei cuori e nelle menti dei numerosi ammiratori. Anzi, nel tempo, la ritmica del sax nero sembra rinascere continuamente, rinnovando la legenda e mantenendo lo scettro di figura carismatica nel mondo della musica Jazz che va conquistando, ancora oggi, sempre più proseliti e appassionati. Nell’ampissima produzione musicale lasciata, ā€œLibri & Visioniā€ sceglie, e suggerisce ai sui lettori, un doppio con 25 titoli che possono rappresentare l’opera di Parker. I titoli dei vinili riportano i numeri di matrice originali che furono impressi all’epoca delle prime registrazioni. Ā Della casa discografica Verve: ā€˜jazz-history, charlie parker’, Vol.13.

Roberto Gatto, Fabrizio Bosso, Rosario Bonaccorso, Francesco Cafiso e Andrea Pozza suoneranno all’Auditorium della Conciliazione in ā€œCharlie Parker 70ā€ il 14 dicembre. Ci ricorderanno quel concerto del 1953 rimasto nella storia insieme a una compagnia di artisti fuori norma per talento, vena creativa, capacitĆ  di scoperta musicale e vite border line. Charlie suonò con amici che divennero monumenti della musica nera e dell’Old Jazz: Dizzy Gillespie, Bud Powell, Charles Mingus, Max Roach. Furono semplicemente formidabili: si accomodarono nell’Olimpo a guardare quello che sarebbe accaduto dopo di loro.

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