SULMONA, SPUNTA UN DURO MANIFESTO CONTRO IL CENTRODESTRA
Sulmona, spunta un manifesto contro il centrodestra: accuse su Cogesa e gestione politica
Un manifesto dai toni durissimi è comparso nelle ultime ore a Sulmona, firmato da un ampio fronte di forze di opposizione – da Alleanza Verdi e Sinistra al Pd, passando per Sulmona Bene Comune, Movimento 2050 e Casa Riformista. Il bersaglio è il centrodestra locale, accusato di aver “promesso posti di lavoro”, “distribuito incarichi e compensi agli amici” e di aver “riempito di debiti” la società pubblica Cogesa.

Il testo, impaginato come un lungo atto d’accusa, ripercorre quella che le forze firmatarie definiscono una gestione “irresponsabile” della società, imputando agli amministratori di centrodestra scelte “miope e improvvisate” che avrebbero prodotto “devastazione economica e ambientale”. Nel manifesto si fa riferimento alle assunzioni di personale ritenuto eccedente le reali necessità, all’impiego in “mansioni improprie”, alla nascita di vertenze sindacali e alla “diserzione del controllo analogo”, il meccanismo attraverso cui i Comuni soci avrebbero dovuto vigilare sull’operato dell’azienda.
La critica non risparmia neppure i flussi di rifiuti: secondo il manifesto, l’accettazione di quantitativi di indifferenziata provenienti dall’Aquila avrebbe contribuito a mettere ulteriormente sotto pressione l’impianto, definito come “un gravissimo disastro ambientale”.
La frase centrale del manifesto — “Questo è il centrodestra di cui dovevamo fidarci” — sintetizza il senso politico dell’iniziativa, che punta a marcare la responsabilità degli amministratori e a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul futuro di Cogesa, società già da mesi al centro di scontri istituzionali e preoccupazioni sui conti.
Il manifesto chiude con un appello implicito: denunciare ciò che, a giudizio dei promotori, avrebbe lasciato “nella disperazione intere famiglie”, nella fase più delicata per la società pubblica, oggi chiamata a ricostruire credibilità, equilibrio finanziario e prospettive operative



Difendere acriticamente tutti i dipendenti di Cogesa significa scaricare sui cittadini i costi degli eventuali esuberi. La spesa per il personale incide già per quasi la metà del bilancio della società, e ogni difesa totale senza razionalizzazione ricade inevitabilmente sui comuni soci e quindi sulle tasche dei cittadini.
Criticare le presunte assunzioni clientelari richiamando la Corte dei Conti è corretto, ma poi chiedere di mantenere tutti i livelli occupazionali crea una contraddizione:
da un lato si denuncia un problema di gestione;
dall’altro si pretenderebbe che i cittadini paghino comunque il costo della struttura inefficiente, senza alcuna soluzione di equilibrio tra tutela del lavoro e sostenibilità economica.
In sintesi: la difesa integrale dei posti di lavoro senza piano di razionalizzazione trasforma una critica seria in un onere sociale improprio, scaricato su chi paga le tasse
La perita risposta meriterebbe la spedita di un nome e cognome!!!
Aspettiamo la risposta, anche se i Sulmonesi credono, in cuor loro, che i primi rappresentanti politici si asterranno puntualmente dal parlare.
Dopo anni di scempi ambientali, amministrativi e inciucci vari non rimane che chiudere la discarica e fare fallire il Cogesa, così chi vorrà prendere in gestione i rifiuti potrà organizzarsi al meglio con risorse adeguate e non i troppi impiegati, piazzati e in vertenza.
Sindacati, minoranza e il resto come al solito non hanno nessuna risposta ma la solita retorica fallita.
Ormai dovreste arrendervi e fronteggiare la realtà preparandovi come si dovrebbe a lavorare per il futuro già arrivato.