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GLI ANGELI: SEMPRE MESSAGGERI E MAI DEMONI

di Anselmo Pagani
Per i Greci, lΆγγελος (ā€œAnghelosā€) era il messaggero dell’AutoritĆ , una figura che si ritrova pure nel mondo ebraico come ā€œmal’akhā€, termine a sua volta corrispondente con l’arabo Ł…Ł„Ų§Łƒ (ā€œmalakā€).
ā€œAngeloā€, un tempo vocabolo di significato profano, col passare degli anni ĆØ stato mutuato in ambito religioso, a partire dal paganesimo dove Zeus, capo di tutti gli dei dell’Olimpo e lui stesso dio del cielo e del tuono, per comunicare con gli uomini si serviva di Ermes, raffigurato col suo cappello alato.
Nella romanitĆ  classica, a fare d messaggero a Giove era Mercurio, visibile in un bell’affresco rinvenuto nella tomba di Vincentius, sacerdote del dio Sabazio, sepolto nell’Ipogeo di Vibia sull’Appia Antica.
Qui Mercurio porge la mano all’anima di Vibia, moglie di Vincentius, per accompagnarla nell’aldilĆ  dove verrĆ  sottoposta al giudizio eterno da Plutone e Proserpina, che l’aspettano seduti in trono.
Presenti nelle tre religioni abramitiche, gli angeli rivestono un ruolo importante nel Cristianesimo, nella loro qualitĆ  di annunciatori del Regno di Dio.
Nei Vangeli ĆØ l’Arcangelo Gabriele, che nell’Antico Testamento aveva giĆ  interpretato la visione profetica del capro e del montone (Daniele 8,15-26), ad annunciare prima all’anziano Zaccaria la nascita del figlio Giovanni, poi a Maria di Nazareth quella di Gesù che, dopo essere stato messo a morte dagli uomini, sarebbe risorto e asceso al Cielo, per sedere fra le schiere degli angeli e dei santi.
I bellissimi ā€œAngeli musicantiā€ dipinti da Melozzo da ForlƬ per il ciclo di affreschi dell’abside della Chiesa dei SS. Apostoli a Roma, poi staccati dalla loro allocazione originaria durante gli interventi di ammodernamento eseguiti nel 1711, incantano ancora gli osservatori, credenti e non, trasmettendo loro l’impressione di udire le melodie del Paradiso.
Accompagnano questo scritto lā€™ā€Angelo musicanteā€ di Melozzo da ForlƬ, 1475 circa, Musei Vaticani, Roma.

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