PIRANDELLO. L’UOMO DELLE MASCHERE UMANE E DEL PARADOSSO
Era nato ad Agrigento, in una terra, la Sicilia, che contava meno di zero. Da ragazzo osservava tutto: i volti, le parole non dette, i silenzi che pesano più dei discorsi. Studiò a Palermo, a Roma, perfino in Germania. Cercava qualcosa. Forse una risposta. Forse una verità . Forse tutte le verità che nessuno aveva il coraggio di dire. «Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante MASCHEREe pochi volti». Poi arrivò la vita, dura, spietata. Un disastro economico. Una casa distrutta. E soprattutto Antonietta, una bella siciliana dagli occhi scuri e dallo sguardo malinconico.
Lui la amava molto. Lei soffriva tanto. Si erano conosciuti giovanissimi, due ragazzi pieni di speranze e di sogni. Ma poi lei si ammalò e perse la ragione. Divenne follemente gelosa. Lui le rimase accanto, anche quando nessun altro lo avrebbe fatto. PerchĆ© amare significa prendersi cura. Ma alle volte anche lāamore non basta. Antonietta era figlia di quella Ā«cultura dellāonore e della gelosiaĀ» che aveva spinto sua madre a morire di parto pur di non farsi toccare da un uomo, anche se medico.
Il ricordo di Antonietta, perduta per sempre, lo tormenta e lui allora trasforma la sua tragedia in arte. Ecco come nacquero quelle opere straordinarie che si chiamano Ā«Il fu Mattia PascalĀ», Ā«Uno, nessuno e centomilaĀ», Ā«Sei personaggi in cerca dāautoreĀ». Libri che non furono soltanto libri ma opere di DENUNCIA contro quelle cose assurde che si chiamano ipocrisia, morali, perbenismo e convenzioni.
Gliene dissero di tutti i colori. Ma lui continuò a smascherare le ipocrisie. A ridere delle convenzioni. A dire che la veritĆ non ĆØ mai una sola. Ci ha insegnato che la forza non sta nellāessere perfetti, ma nellāessere veri. Che la bellezza nasce quando lasciamo cadere la maschera. E che non ĆØ mai troppo tardi per diventare chi vuoi essere. PerchĆ© Ā«ciò che il bruco chiama fine, il resto del mondo lo chiama farfallaĀ».




