SCONTRO TRA CONSORZI: CAPALDI ACCUSA IL CONSORZIO DI BONIFICA DI “ABUSI” E CHIEDE L’INTERVENTO DELLA REGIONE
Torna a farsi acceso il confronto tra il Consorzio di Miglioramento Fondiario Canale Sagittario Secondo (CMF) e il Consorzio di Bonifica Interno “Aterno e Sagittario”, dopo che il presidente del CMF, Panfilo Capaldi, ha diffuso un comunicato chiedendo lo stop agli Ā«abusiĀ» nella gestione delle opere irrigue tra Bugnara, Introdacqua e Sulmona.
Secondo Capaldi, lāultimo tentativo di collaborazione risalirebbe allo scorso 3 giugno, quando i due Consorzi ā con la firma anche dei sindaci di Bugnara e Introdacqua ā avevano trovato unāintesa per la manutenzione del Canale Sagittario 2° durante la stagione irrigua 2025.
Accordo che, secondo il CMF, il Consorzio di Bonifica Interno non avrebbe rispettato, riaccendendo una controversia che va avanti da anni.
Tra i punti più delicati cāĆØ lāincile, regolato da una convenzione del 1941 che ā ricorda Capaldi ā attribuisce al CMF lāuso delle paratoie.
Il presidente accusa il Consorzio di Bonifica Interno di aver comunicato informazioni errate alla Enel, ottenendo così la possibilità di manovrarle senza averne diritto.
«Un comportamento che deve essere immediatamente fermato», afferma Capaldi.
Capaldi richiama poi la delibera del 1977 che prevedeva la restituzione al CMF della condotta forzata, delle vasche di accumulo e delle opere costruite con fondi pubblici.
Secondo il comunicato, quella restituzione non sarebbe mai avvenuta, con un utilizzo da parte del Consorzio di Bonifica Interno definito «abusivo».
La tensione riguarda anche lāacqua del Canale Sagittario Secondo.
Il Consorzio di Bonifica Interno aveva chiesto una concessione in sanatoria nel 1992, ma la pratica ā riporta il CMF ā sarebbe ancora bloccata al Genio Civile per mancanza dei requisiti previsti dalla normativa attuale.
Il Consorzio Aterno e Sagittario, invece, sostiene di avere pieno titolo a gestire le acque grazie a decreti storici che risalgono addirittura al 1817.
Il presidente Capaldi conclude chiedendo alla Regione di intervenire per far rispettare i diritti del CMF e consentire al Consorzio di svolgere al meglio la propria funzione irrigua a favore degli agricoltori della zona.




un’altro caso di incurie e scempi amministrativi a Sulmona, che dĆ un bel esempio in valle e oltre.