CONGRESSO UNCEM L’AQUILA : 57 COMUNI ABRUZZESI SULLA VIA DELL’ESTINZIONE
L’AQUILA – Il prossimo 12 dicembre si aprirĆ a LāAquila il Congresso nazionale dellāUNCEM: Unione Nazionale Comuni, ComunitĆ ed Enti Montani. CioĆØ, i Comuni, le ex ComunitĆ Montane e le Unioni di Comuni. I Comuni li conoscono tutti, gli altri due enti un po’ meno. Allora facciamo luce su di essi. Le ComunitĆ Montane furono create nel 1971 per valorizzare le zone montane. Dopo 40 anni di sprechi il governo Monti, a corto di soldi, decise di sopprimerle. Ma fu una morte gattopardesca, perchĆ© le Regioni – alle quali lo Stato ne aveva nel frattempo delegato la gestione – le trasformarono in āUnioni di Comuniā. Unioni di cosa? Di nulla. Un vero bluff, come vedremo.
Per capire meglio il concetto di āUnione", tutte le ComunitĆ Montane dellāAmbito aquilano
confluirono nella āUnione dei Comuni Montagna Aquilanaā, che comprende ben 42 comuni per una
popolazione complessiva di 36.000 abitanti. Ma che cosa ha unito in concreto fra loro i 42 comuni
dellāUnione? La risposta ĆØ semplice: assolutamente niente! LāUnione, quale ente autonomo,
gestisce per conto dei 42 comuni i servizi socio-assistenziali, ma fra di loro non si ĆØ creata nessuna
unione. Al contrario, si ĆØ aumentato il numero degli enti pubblici con i quali i cittadini avranno a
che fare e le spese di gestione dellāUnione. Pochi giorni fa lāente ha approvato una spesa di 666.000
per la ristrutturazione della sede di Barisciano.
Altra cosa ĆØ invece la Fusione dei Comuni. In tal caso, i comuni aderenti cessano le loro funzioni e
danno vita al comune unico. Nel caso concreto, se i 42 Comuni si fossero fusi fra loro, potevano
creare una decina di nuovi enti, ma non 43. Lo Stato ha incentivato le fusioni dei piccoli comuni
con ingenti contributi straordinari ed altrettanto hanno fatto le Regioni. Dal 2005 fino ad oggi,
hanno approfittato di questa opportunitĆ ben 447 piccoli comuni italiani. Ed in Abruzzo? Nemmeno
uno. Malgrado che la nostra la regione sia la più montana e la più spopolata dāItalia.
I dati dello spopolamento sono già di per sé allarmanti, solo se si guardano le residenze anagrafiche.
Ma diventano drammatici quando si prendono in esame le residenze effettive. Per effettuare questa
verifica, ho preso in esame un dato altamente attendibile: il numero dei votanti alle elezioni europee
del 9 giugno 2024. Si sa che nei piccoli paesi vanno a votare tutti e, aggiungendo ai votanti i pochi
minorenni, si ottiene il numero degli abitanti effettivi. I dati emersi sono sorprendenti: in 57 comuni
abruzzesi hanno votato meno di 200 elettori; in 22 comuni meno di 100 ed in 6 addirittura meno di
50 (vedi elenco allegato B).
Scopo delle Fusioni è la riduzione dei costi. A cosa può servire un sindaco per un comune così
piccolo? Ed un segretario o un ragioniere? Ho analizzato i consuntivi del 2018 dei 6 comuni della
Baronia di Carapelle, che fra tutti e 6 non raggiungono nemmeno i 400 abitanti effettivi. Ebbene,
quellāanno hanno speso in totale ben 1.478.588 euro, solo per mantenere in vita i municipi
(indennitĆ agli amministratori, retribuzioni al segretario ed al personale, riscaldamento,
manutenzione uffici). Se le stesse funzioni fossero state svolte da un solo ente anzichƩ 6, i
contribuenti avrebbero risparmiato almeno un milione di euro. Ai quali andavano aggiunti 522.000
euro di contributi statali (60% dei trasferimenti indicizzati allāanno 2010), nonchĆ© i contributi
regionali erogati in base alla dimensione del nuovo Comune. Allora mi chiedo: perchƩ sprecare
migliaia di euro per tenere in vita inutili apparati politico-burocratici? Non sarebbe meglio destinare
quei soldi a beneficio della popolazione effettivamente residente?
Torno allāUNCEM. Finora lāAssociazione ha ignorato lāistituto della Fusione. Non mi risulta (ma
spero di sbagliarmi) che abbia mai intrapreso iniziative per pervenire allāaccorpamento di due o più
comuni montani. Mi risulta, invece, che ha sempre sostenuto e difeso i sindaci di questi paesini. Ma,
come abbiamo visto, lāinteresse dei sindaci non coincide con quello delle popolazioni amministrate.
Il prossimo 12 dicembre si aprirĆ a LāAquila il Congresso nazionale dellāAssociazione. Non avendo
titolo a parteciparvi, mi permetto di far pervenire allāAssemblea degli iscritti un piccolo
promemoria sulle cose che sarebbe utile fare a favore delle popolazioni montane (allegato A).
Bruno Dante – Ex ragioniere di Castel del Monte
Allegato A)
1. Chiedere al governo il riconoscimento ai residenti dei piccoli comuni montani dello status
di āCustodi del territorioā.
Con la legge n.24 del 28 febbraio 2024 n.24 il legislatore ha giĆ riconosciuto allāagricoltore lo status
di āCustode dellāambiente e del territorioā, in armonia con il riconoscimento ai pescatori del ruolo
di āSentinelle del mareā. Tuttavia, relativamente agli abitanti dei piccoli comuni montani, il
riconoscimento va ampliato a tutti i residenti effettivi (con esclusione di quelli semplicemente
anagrafici). Oltre allāagricoltore, anche lāallevatore svolge una importante funzione di presidio,
come il piccolo artigiano che tramanda antichi mestieri, o il bottegaio che gestisce un piccolo
esercizio commerciale per procurare generi di prima necessitĆ ai pochi abitanti. Ma anche al
pendolare che, pur avendo la possibilitĆ di traferirsi in cittĆ , sceglie di vivere nel proprio paesino
allo scopo di tenerlo in vita. In definitiva, tutti svolgono una funzione di presidio del territorio e ad
essi lo Stato e la Regione devono destinare contributi ed agevolazioni di vario genere (sostegno agli
imprenditori e alle famiglie, premi di maternitĆ ).
2. Chiedere al governo una modifica alla vigente normativa sulla fusione dei piccoli comuni,
che renda obbligatorio per i sindaci dei comuni fino a 500 abitanti la promozione di un
dibattito pubblico e la successiva convocazione referendaria, al fine di sentire il parere dei
cittadini.
Il D.Lgs.vo 267/2000 ha lasciato ai Comuni fino a 5.000 abitanti lāiniziativa di avviare la fusione.
Sta di fatto che fino ad oggi, malgrado sia trascorso un quarto di secolo, nessun piccolo comune
abruzzese ha avviato allāiter di fusione. Con la conseguenza che, finora, i cittadini della nostra
Regione non hanno finora avuto la possibilitĆ di esprimere il parere che il legislatore aveva loro
attribuito. In altre parole, gli amministratori del Comune si sono arrogati di fatto il diritto di
decidere per loro.
3. Chiedere alla Regione Abruzzo di finanziare uno studio preliminare allo scopo di
individuare possibili fusioni nel territorio regionale e valutarne la fattibilitĆ economica e
funzionale.
Lāart. 1, secondo comma, della L.R. 17 dicembre 1997 n.143 recita āLa Regione Abruzzo
favorisce il processo di aggregazione dei piccoli Comuni, al fine di superare la loro
inadeguatezza dimensionale e definire ambiti territoriali, tali da creare le condizioni
per consentire un effettivo governo dei processi socio-economici e una efficiente
ed efficace gestione dei serviziā. Di fatto, però, alle buone intenzioni la nostra Regione non ha fatto
seguire nessuna iniziativa pratica intesa ad avviare lāiter di fusione dei piccoli comuni. Per contro,
Lāunica fusione approvata in questi 25 anni ĆØ quella fra Pescara, Spoltore e Montesilvano, per
formare un Comune unico di 250.000 abitanti.
4. Chiedere alla Regione Abruzzo lāestensione a 15 anni del contributo straordinario
concesso al nuovo comune derivante dalla fusione.
Lāart. 10 della L.R. 143/97 ha disposto lāerogazione di un contributo straordinario decennale al
nuovo comune derivante dalla fusione, in conformità della normativa nazionale. Poiché lo Stato,
con D.L. 44/2023 ha esteso a 15 anni tale contributo, sarebbe opportuno adeguare a tale periodo la
durata del contributo regionale.
5. Chiedere al governo la detassazione del gas metano per i comuni che appartengono alla
fascia climatica f).
Con DPR 26 agosto 1993 n.412 il legislatore, allo scopo di regolamentare le modalitĆ di
riscaldamento, ha individuate n. 6 fasce climatiche, dalla più calda (fascia a) alla più fredda (fascia
f). Appartengono a questāultima fascia tutti i comuni montani, per i quali non ĆØ prevista nessuna
limitazione allāaccensione degli impianti di riscaldamento. Di conseguenza gli utenti di questāultima
fascia sono penalizzati rispetto agli altri, in quanto sono obbligati ad un maggior consumo di gas.
Trattandosi un prodotto di prima necessitĆ per tale categoria di consumatori, sarebbe opportuno
esentarlo da imposte e tasse.
6. Chiedere alla Regione o al governo nazionale il finanziamento di impianti di
videosorveglianza in tutti i paesi montani.
Lo spopolamento ha reso i centri montani altamente vulnerabili. I centri storici sono completamente
svuotati ed i pochi anziani residenti rimasti non sono in grado di assicurare la sorveglianza del
territorio. Per cui si rende necessario prevedere azioni di contrasto alle forme di illegalitĆ
provenienti dallāesterno mediante installazioni di videocamere nei punti chiave dei paesi.
Allegato B ā Votanti Elezioni Europee 9 giugno 2024 – Fonte: Archivio Eligendo
Capitignano (AQ) 187
Cortino (TE) 184
Carpineto della Nora (PE) 180
Rocca di Cambio (AQ) 180
Castelcastagna (TE) 178
Campotosto (AQ) 178
Pescosansonesco (PE) 173
Salle (PE) 172
Pietranico (PE) 170
Prata DāAnsidonia (AQ) 169
Opi (AQ) 166
Pennapiedimonte (CH) 166
Molina Aterno (AQ) 165
SantāEusanio Forconese (AQ) 164
Dogliola (CH) 150
Guilmi (CH) 149
Tufillo (CH) 147
Fontecchio (AQ) 140
Castel di Ieri (AQ) 139
Anversa degli Abruzzi (AQ) 136
Secinaro (AQ) 132
Ofena (AQ) 131
Fraine (CH) 125
Civitella Alfedena (AQ) 123
Corvara (PE) 122
Tione degli Abruzzi (AQ) 122
Rosello (CH) 120
San Giovanni Lipioni (CH) 117
Gamberale (CH) 117
Fagnano Alto (AQ) 115
Castelguidone (CH) 107
Lettopalena (CH) 106
Acciano (AQ) 104
SantāEufemia a Maiella (PE) 102
Castel del Monte (AQ) 102
Pennadomo (CH) 98
Cansano (AQ) 94
Gagliano Aterno (AQ) 91
Brittoli (PE) 91
Caporciano (AQ) 91
Pietracamela (TE) 90
Cocullo (AQ) 90
Colledimacine (CH) 85
Roccapia (AQ) 82
Monteferrante (CH) 81
Santo Stefano di Sessanio (AQ) 77
Collepietro (AQ) 70
Monteferrazzana (CH) 61
Calascio (AQ) 58
Roio del Sangro (CH) 58
Fallo (CH) 52
Montebello sul Sangro (CH) 43
Castelvecchio Calvisio (AQ) 42
Villa Santa Lucia degli Abruzzi (AQ) 38
Montelapiano (CH) 37
Carapelle Calvisio 36
San Benedetto in Perillis (AQ) 31




