PER FAR RIVIVERE LE AREE INTERNE SERVE UNA RIVOLUZIONE COPERNICANA
di Giosafat Capulli
LāAQUILA ā Non ho la pretesa di essere un tuttologo. Per professione leggo, pubblico, scrivo e analizzo i fatti. I dati diffusi dallo SVIMEZ, dallāISTAT, dal nostro CRESA, sullo spopolamento lento e inesorabile della aree montane e dei giovani che fuggono dalle cosiddette aree interne per trasferirsi altrove in Italia e allāestero (10 mila in tre anni), mi dĆ da pensare e non poco. La realtĆ dei numeri ĆØ inesorabile e trovo inutili convegni e manifestazioni dal carattere culinario con un assessore regionale che sembra sempre più un pizzicagnolo di quelli di una volta, che opera in una bottega che non frequenta nessuno. Lāimmagine sarĆ anche ironica, ma la realtĆ questa ĆØ. Torniamo alle aree montane spopolate. La classe politica se la sente, ad esempio, di smetterla di redigere piani regolatori espansivi fino allāinverosimile per attrarre popolazione verso i centri più grandi spopolando paesi e realtĆ montane? Vedremo! Altro spunto. I servizi essenziali per chi vive in zone poco urbanizzate e meno fortunate sono pressochĆ© inesistenti. La classe politica, quando redige i bilanci regionali, ĆØ capace di mettere in campo un reale flussoĀ economico relativo ai servizi da fornire alle zone montane? Vedremo! Ho pubblicato qualche giorno fa comunicati stampa a firma di Pierpaolo Pietrucci per la Regione e di Paolo Romano per il Comune nei quali si chiedeva lāistituzione del biglietto unico tra Tua e le varie aziende locali di trasporto. La “Costa” questo servizio ce lāha da anni, con un costo di 2 euro a biglietto. Nelle aree interne per raggiungere la cittĆ di euro ne servono sei o sette. La classe politica questa stortura riuscirĆ a sanarla? Vedremo! Passiamo ai giovani che fuggono altrove in Italia e allāestero, perchĆ© da noi non si presentano prospettive di vita dignitose. Questo ĆØ il dramma dei drammi. Senza gioventù, ogni luogo ĆØ condannato alla desertificazione umana. Non avrĆ mai un futuro. Luoghi affascinanti per un giorno di vacanza, Ā per una sciata dei fine settimana, non riavranno mai vita senza popolazione autoctona, senza asili nido, scuole primarie, servizi medici, mercati, uffici postali, farmacie, negozi, vere opportunitĆ di lavoro. Con questa realtĆ dovrĆ fare i conti la politica. I bilanci e gli investimenti pubblici,Ā in questo senso andrebbero indirizzati. Diversamente, accettiamo mestamente lāidea della morte di intere comunitĆ montane e pedemontane, senza sproloquiare sull’Abruzzo montano.Ā





C’ĆØ una tale ignoranza politica e amministrativa che mi sorprende non siano di più i fuggiaschi !!!!
Se si pensa poi allo sconto sull’IMU per gli iscritti all’AIRE , propio non ci siamo.
La gente, soprattutto giovani , scappano per via degli stipendi da fame e condizioni ancora peggiori.
Il futuro ĆØ giĆ arrivato ma ancora non se ne vogliono accorgersi !!!!!
Ma per i pochi con pensioni d’oro e piazzamenti in varie istituzioni/politica/amministrazioni va tutto bene.