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RAPPORTO SVIMEZ. I GIOVANI SCAPPANO DALL’ABRUZZO. DONNE AL PALO

L’AQUILA – Calati nella realtĆ  aquilana e abruzzese, i dati resi noti dal rapporto Svimez alla Camera dei deputati sulla migrazione dei nostri giovani verso altri lidi, sono devastanti. Nel triennio 2022-2024 hanno lasciato l’Abruzzo 10.299 giovani di etĆ  compresa tra i 25 e i 34 anni. E chi rimane deve vivere con stipendi sempre più poveri e piegarsi a lavori sottopagati. La crescita di occupazione sbandierata da chi governa Regione e Comune dell’Aquila, non compensa le fughe dei nostri ragazzi verso il nord o verso l’estero. E il Pil quasi fermo lo tengono in vita i lavoratori stranieri occupati nella ricostruzione e le immense risorse del Pnrr. E il lavoro femminile, anche all’Aquila e in Abruzzo, ĆØ da sud del mondo sia per numero di occupate che di rispondenza economica degli stipendi.Ā  In questo contesto, se non si trova il modo di invertire la tendenza, cosa rimarrĆ  tra qualche anno delle tanto citate aree interne? C’ĆØ da riflettere e analizzare. Da studiare e intervenire. C’ĆØ da prendere contezza di una realtĆ  che entra sempre in più in rotta di collisione con la propaganda quotidiana da parte della classe politica regionale e locale, di fronte alla quale c’ĆØ da restare basiti. A seguire, nel pezzo, il rapporto Svimez generale, relativo alla fuga dei giovani, cosƬ come presentato alla Camera dei Deputati. Buona lettura. (g.c.)Ā 

“Tra il 2021 e il 2024 il Mezzogiorno ha registrato un incremento dell’occupazione pari all’8%, contribuendo per oltre
un terzo al milione e quattrocentomila nuovi occupati a livello nazionale. Il Centro-Nord ha aggiunto circa 900mila
posti, il Sud quasi 500mila. Le politiche pubbliche hanno svolto un ruolo determinante: prima l’espansione degli in
centivi edilizi, poi l’avvio dei cantieri PNRR hanno sostenuto valore aggiunto e occupazione nei comparti produttivi
e del terziario della filiera delle costruzioni.
Cresce l’occupazione giovanile, soprattutto nel Mezzogiorno. Nel triennio 2021-2024 gli under 35 occupati sono au
mentati di 461mila unità a livello nazionale, di cui 100mila nel Sud. Il tasso di occupazione giovanile cresce più al Sud
(+6,4 punti), ma resta molto più basso rispetto al Centro-Nord.
Nonostante il boom occupazionale, il Mezzogiorno non trattiene i giovani. Tra i due trienni 2017-2019 e 2022-2024 le
migrazioni dei 25-34enni italiani sono aumentate del 10%: nell’ultimo triennio 135mila giovani hanno lasciato l’Italia
e 175mila hanno lasciato il Sud per il Nord e l’estero. Un paradosso evidente: più lavoro ma non migliori condizioni di
vita, nĆ© opportunitĆ  professionali adeguate alle competenze”

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