SABATO 20 A SILVI: “COME ERAVAMO” DELLA FGCI DEGLI ANNI ’70-’80
di Fulvio Angelini
L’AQUILA –Ā Sabato 20 dicembre, a Silvi, ĆØ prevista una reunion della FGCI abruzzese degli anni
’70 e ’80 in cui si ritroveranno compagne e compagni da varie parti della regione.
L’occasione nasce dal voler ricordare la figura di Francesco Di Paolo, dirigente della FGCI
e poi del PCI pescarese recentemente scomparso.
La data ĆØ frutto di un anniversario che il prossimo anno compirĆ 50 anni ed ĆØ legato ad
una delle pagine più intense e cariche di risultati che il movimento giovanile e la
FGCI condussero in Abruzzo alla metĆ degli anni ’70.
Nel dicembre del ’76 infatti fu convocata una grande, grandissima manifestazione per il
Lavoro a Pescara, una delle prime in Italia e una delle più importanti.
Fu una giornata memorabile: più di 10.000 persone ā soprattutto ragazzi e ragazze ā
sfilarono per le vie di Pescara fino a Piazza Salotto dove parlò Giovanni Lolli, allora
giovane dirigente della FGCI, per rivendicare il diritto al lavoro e al futuro.
La manifestazione fu organizzata dalle Leghe dei disoccupati e vi aderirono sindacati,
operai e consigli di fabbrica, e poi tanti amministratori coi gonfaloni di decine di Comuni e
ComunitĆ Montane e soprattutto migliaia di studenti (solo dallāAquila partirono 10 autobus
dalle scuole occupate) in lotta per scongiurare una prospettiva di disoccupazione o di
moderna emigrazione.
Quel 20 dicembre fu uno spartiacque: la manifestazione scosse la politica e segnò una
svolta epocale.
Da quella piazza di giovani nacque lāesigenza non più rinviabile di una legge ā la L.285 ā
che fu approvata nel 1977 per facilitare l’assunzione dei giovani con contratti di
formazione, promuovere l’impiego in vari settori, finanziare programmi regionali e
incoraggiare l’accesso dei giovani all’agricoltura.
In quel tempo, infatti, si svilupparono altre iniziative, come l’occupazione a Giulianova delle
terre incolte per la nascita di cooperative giovanili e il diritto al lavoro delle nuove
generazioni, un’esperienza straordinaria – sulla scia degli “Scioperi al rovescio” degli
anni ’50 in cui ci si appropriava di terre, strade e strutture inutilizzate per restituirle
volontariamente a uno scopo produttivo e a creare nuovo lavoro per i disoccupati.
Quelle lotte segnarono una stagione ricca di esperienze straordinarie che, ad esempio
all’Aquila, portarono all’occupazione del Teatro Celestino, alla nascita di gruppi musicali e
teatrali, all’occupazione di un’area incolta ma bellissima che fu bonificata, restituita alla
cittĆ e dopo qualche anno divenne il Parco del Sole.
A ricordare quel fermento giovanile, sabato 20 a Silvi ci saranno le musiche e le canzoni
del Duo di Porta Castello.
Insomma, una generazione che poi si ĆØ “dispersa”Ā nel variegato mondo della politica di
sinistra ma al fondo non si ĆØ mai āpersaā, si ritroverĆ per confermare la forza e la bellezza
di ideali e di esperienze che hanno segnato la vita di ognuno di loro.



