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ROMANO. FRULLO SI OCCUPI DI SICUREZZA E DELLE FRAZIONI ABBANDONATE

L’AQUILA – Leggo con sgomento il comunicato del consigliere Frullo: vorrei ricordargli che ĆØ un esponente della maggioranza, non dell’opposizione e ha responsabilitĆ  di governo, non il ruolo di commentatore esterno. Per questo, invece di limitarsi a ripetere ovvietĆ  dopo anni di annunci e promesse mai realizzate, dovrebbe preoccuparsi di ciò che compete alla sua stessa Amministrazione: prevenire, programmare e far funzionare ciò che non funziona. E fare uno sforzo dovuto ai cittadini: occuparsi anche della sicurezza delle periferie e delle frazioni, della quale non si parla mai. Sono fuori persino dal dibattito pubblico.
In qualitĆ  di presidente della III Commissione, che ha tra le sue competenze anche la sicurezza, Frullo dovrebbe innanzitutto convocare le commissioni richieste dall’opposizione giĆ  da mesi. Sarebbe il luogo naturale per fare chiarezza sul vero stato di avanzamento dei sistemi di videosorveglianza e per ascoltare, come ripetutamente sollecitato, i sindacati delle forze dell’ordine, che denunciano da tempo la grave carenza di personale.
Sulla videosorveglianza, poi, continuiamo a sentire proclami ma pochissimi risultati. A fronte dei circa oltre 8 milioni di euro disponibili, l’unico progetto che sta procedendo ĆØ quello finanziato dal Fondo complementare al PNRR, pari a 4 milioni. Dei restanti 4 milioni derivanti dal post-sisma, invece, non parla, mentre rischiano – per l’ennesima volta – di tornare a Roma a causa dell’incapacitĆ  amministrativa di questa maggioranza.
Quanto al Terminal di Collemaggio, il problema non si risolve con un semplice restyling estetico, seppur necessario: deve diventare un polo di vita urbana non solo di transito: servono attivitƠ e servizi. Solo cosƬ si aumenta la sicurezza reale e percepita, non con comunicati stampa tardivi.
Se davvero Frullo vuole contribuire alla sicurezza della città, inizi da ciò che gli compete invece di limitarsi a commentare ciò che non si è stati capaci di prevenire o mitigare in otto anni.
Paolo Romano – L’Aquila Nuova

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