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ORA O MAI PIÙ

di Massimo Di Paolo – Il Governo della città, dopo l’ultima tornata elettorale, ha avuto il destino di trovarsi in una condizione ottimale senza contrasti di sorta e punteggiato non da tensioni ma da una situazione molto vantaggiosa e in qualche modo fortunata. La filiera favorevole si dice; una sorta di farmacia del potere che dovrebbe offrire non pochi vantaggi; grandi opportunità come ciliegine sulla torta che solo gli allineamenti australi della politica possono offrire. Senza considerare la progressiva evanescenza dell’opposizione che, in onestà, fa il suo dovere, ma sotto un travaglio costante da crisi di idee, di pensieri alternativi e, soprattutto, di leadership. In pratica una batteria di cannoni ad avancarica che dopo il primo colpo sparato richiedono riassetto e tempi lunghi, per innescare la seconda carica.  Tutto questo, per dire che a fronte di una condizione di Sulmona nostra che bene non sta, l’opportunità di governo, di potere politico, e di possibilità di strutturare una solida resistenza al decadimento in atto, non sono mai state cosi favorevoli. Eppure il clima, le analisi, non fanno sentire grandi scosse passionali. ‘Sulmona Città d’Arte’: una metafora, come un dagherrotipo per spiegare l’intelligenza artificiale; bello per parlare del tempo passato, o per fare pendant, ma non certo in grado di delineare un percorso futuro, una filiera di azioni per uscire dal pantano dell’immobilismo. Capiamo che dopo lo start, post elettorale, si sono avute condizioni da muscoli imballati; che le aspettative e il carico di responsabilità assunto dal Governo Tirabassi, dopo una storia di fallimenti, non sia cosetta di poco conto, ma il tempo corre e si vorrebbero cominciare a rintracciare segnali di sostanza, di riorganizzazione, di ritmi di lavoro e di produttività amministrativa. Zdenēk Zeman, strepitoso motivatore della filosofia calcistica, usava un motto “Non importa quanto corri, ma dove e perché corri”.  Ormai siamo a Governo avviato, lo spazio per la retorica si è ridotto e la condizione della Città con i suoi servizi, con l’andamento del lavoro locale, con la cura urbana claudicante, sono come un boato che sovrasta nettamente le voci benevoli o propagandistiche. Sulmona appare nuda, sofferente, richiedente sostegno: un clima da cessate -il-fuoco. Viene in mente il grande e bellissimo dibattito sul patriottismo che il Presidente Carlo Azelio Ciampi seppe interpretare attribuendo un valore aggiunto. Con Ciampi, Patriottismo diventò amore per la propria comunità e per i concittadini. Una passione, un legame che porta ad agire per il bene comune. Il vantaggio personale, di gruppi, di coorti e il bene comune, coincidono. Non è finita qui, il contorno è ancora più indigesto del primo piatto perché il contesto, su cui la questione Sulmona è poggiata, è caratterizzato da problematiche che fanno accapponare la pelle: “La strategia dell’abbandono”, sanzionata dal piano nazionale delle Aree interne, e la “Restanza”. Occorre energia, visione e coraggio direbbe Adriano Olivetti che, da grande precursore, avrebbe tentato di rovesciare le tendenze rendendo le aree interne il centro dello sviluppo. Ma così non è. I giovani, allo stato attuale, forse il bersaglio più scoperto, quelli che inconsapevolmente stanno pagando il prezzo più alto alla condizione divisiva in cui versa Sulmona: ragazzi senza parole, e al di là dei fatti di violenza, di condotte disfunzionali, sembra che si sia ingenerata in loro l’impressione che la crisi socio-economica e culturale in atto sia una dimensione permanente che li svuota completamente della dimensione storica della Città e dai sentimenti che ad essa ci legano. La difficoltà ad elaborare un progetto di vita, il danno di ritorno.  Non stiamo filosofeggiando stiamo dicendo che per la nostra Città, ora o mai più. Difficilmente si potranno riavere condizioni favorevoli simili per centralità, attenzione, possibilità di orientamento e di investimento. Se non accadrà le colpe saranno evidenti, facili da riscontrare, emergenti nella condizione generale in cui l’Abruzzo di Marsilio è adagiato. E non si parla di questue a cappello teso, si parla di sviluppo, rilancio, sostegno economico e di investimenti. Altro non serve. Governo della Città, presenze in Consiglio regionale, ruoli istituzionali, Governo provinciale, regionale, Governo centrale: costellazioni in linea. Nessuna delega occorre, nessun algoritmo per agire, nessuna menzogna per giustificare. 

3 commenti riguardo “ORA O MAI PIÙ

  • Scrivere poesie non aiuterà nessuno.
    Cominciare a stimolare o aggiustare sarebbe meglio.

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    3
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  • Rino Arquati

    Bellissimo e come spesso accade intrigante per riflessioni e provocazione. Ci piacerebbero delle analisi su fatti contingenti che accadono per capirne il peso e gli effetti. Inchieste oltre che analisi se pur interessanti.

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  • Il problema è che in regione non sanno neppure se esistiamo ancora. Rimangono gli spot sui social della Scoccia di cui non se ne può più, che ci ricordano che qualcuno potrebbe fare ma di sostanza non si vede nulla. Chiacchiere e tagli di nastri ma Sulmona è ormai una nota a margine.

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