I PRINCIPI DELLA DROGA SONO DI STIRPE ITALICA DAL TIRRENO ALL’ADRIATICO
AVEZZANO – La via della droga attraversa orizzontalmente lo stivale dal Tirreno all’Adriatico. Da Roma, passando per Avezzano trova approdo sulla costa. Un’indagine, quella condotta dai Carabinieri dell’Aquila, che potrebbe portare lontano. Ma merita alcune delucidazioni per i lettori fruitori delle informazioni. Gli indagati sono Luca Pierleoni, Mario Nigro, Claudio Morelli, Gennaro Ciciotti, Nadia Rosa Spinelli, Filippo Morelli, Cesare Morelli, Massimo Di Loreto, Anna Morelli, Pasquale Morelli, Quirino Francesco Izzi, Manuel Morelli, Alessandra Morelli, Rita Di Dio Di Marco, Maurilio Di Genova e Francesco Cabras. Le accuse nei loro confronti sono tutte da provare. Sono stati sequestrati preventivamente terreni e fabbricati, soldi in contanti e dosi di stupefacente. Una vera e propria azienda dello spaccio, quindi. Ma i nomi sopraelencati sarebbero la punta dell’iceberg, poichĆ© sotto, negli elenchi degli intercettati come consumatori di cocaina, non indagati poichĆ© consumatori,Ā si scoprono centinaia di persone inserite socialmente e alcune con professioni importanti e incarichi di un certo peso. E qui la prima considerazione. Se c’ĆØ chi spaccia a livello industriale, c’ĆØ chi compra. Quindi il problema non ĆØ solo di repressione ma, almeno non si sia ciechi e sordi, ĆØ anche un fenomeno sociale di massa. Questa la realtĆ . Dal punto di vista penale tutto si vedrĆ a indagine conclusa, ma dal punto di vista sociale il danno ĆØ meno visibile nei vari tribunali, ma ben più luminoso dal punto di vista del degrado della societĆ . C’ĆØ anche da dire che le responsabilitĆ , per ilĀ nostro codice penale, sono personali. Non coinvolgono parenti in linea retta e non che nulla hanno a che spartire con i vizi del congiunto. E certe illazioni su parenti di peso di alcuni coinvolti nell’inchiesta, altro non sono, dal punto di vista giuridico, se non diffamazioni gratuite a danno di persone, fino a prova contraria, estranee alle risultanze delle indagini. La tragedia greca si fondava sul principio che le colpe dei padri doveva ricadere sui figli. Il codice fascista negava lavoro al congiunto di un avo che era rimasto coinvolto in questione di natura penale fino alla settima generazione. La democrazia non si basa su questo principio fascista. e il codice tutela un parente che nulla ha a che vedere con il fatto contestato ad un congiunto.Ā Altra clamorosa smentita alle banalitĆ e ai luoghi comuni ĆØ quella che tutto il traffico passi per mano straniere. Leggendo i nomi degli indagati, il luogo comune intriso di xenofobia ĆØ clamorosamente preso a ceffoni.Ā
Giosafat CapulliĀ




… certamente… quelle straniere sono ” solo e soltanto risorse “… Poi uno va a leggersi i rapporti della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) e legge che : negli ultimi dieci anni gli stranieri denunciati in Italia per traffico/spaccio di stupefacenti sono sempre stati oltre la soglia delle diecimila unitĆ lāanno. Con la prevalenza di marocchini, albanesi, nigeriani, tunisini, gambiani e senegalesi. la situazione nazionale vede ancora una percentuale di oltre il 39% di stranieri denunciati (9.306) sul totale di 23.603. Sui nigeriani, in particolare, che hanno monopolizzato le piazze dello spaccio in diverse cittĆ ( su tutte Torino, Bologna, ma anche Roma, Napoli, Cagliari), costituendo anche gruppi criminali ben strutturati e gerarchizzati. Per non parlare delle varie mafie straniere che operano nel bel paese, le più note sono quelle albanesi, rumene, bulgare, nord-africane (in particolare nigeriane e maghrebine), sudamericane (soprattutto colombiane), russe e cinesi. Le famose RISORSE, appunto, di cui abbiamo assolutamente bisogno in Italy.