CONTRORDINE, COMPAGNI, TORNA LA PEZZOPANE!
di Luigi Liberatore
Non ho nessun motivo di avercela con Stefania Pezzopane. No davvero. Lei ha dato tutto al partito. Per intenderci, ciò che poteva dare. Lo ha fatto negli anni della passione e delle motivazioni giovanili, ricevendo, peraltro, dal partito forse più di quanto potesse spendere al di lĆ delle capacitĆ e delle intuizioni che ne hanno delineato tuttavia margini personali dignitosi. Nulla di più, capiamoci. Per anni, poi troppi, ha motivato la permanenza nel partito ergendo un fortilizio personalistico, questo secondo il mio parere, tale da impedire nel territorio aquilano il giusto ricambio con la complicitĆ del partito stesso. Dico una cosa per tutte. Se solo avesse avuto la forza di tirarsi indietro una decina di anni fa, oggi LāAquila non avrebbe come sindaco Biondi, amministratore mediocre di una destra arrogante e sfrontata, ma uno di sinistra. Non mi va di fare nomi, ma se andiamo indietro di una decina di anni fa questo ci dicono le cronache di allora. Non dico la storia, sennò evochiamo concetti troppo elevati, ma le vicende politiche aquilane, quelle sƬ, sulle quali Stefania Pezzopane imposeĀ allora il suo imprimatur. Pensavo che fossero circostanze rimaste nellāarchivio delle sofferenze del PD, anzi del masochismo del partito, invece eccoti rispuntare Stefania Pezzopane, inserita nellāesecutivo nazionale del PD. Quando ho letto la notizia non mi sono meravigliato più di tanto perchĆ© sono andato indietro ancora nel tempo ed ho ripescato dalla memoria immagini forse più inquietanti. Per associazione di idee mi ĆØ sembrato di rivedere quelle scene patetiche in cui il partito comunista sovietico esibiva nelle parate pubbliche un claudicante Leonida Breznev, un frastornato Jurji Andropov, o la maschera grigia di Konstantin Cernenko, per negare la frana internaĀ ormai inarrestabile del Pcus. Nulla a che vedere col nostro PD nazionale in termini di dimensioni politiche, il quale tuttavia se richiama alle armi la veterana Stefania Pezzopane certifica Ā un ritorno al passato, denotando una fase sclerotica o autoreferenziale. Vorrei tanto che ci fossero chiavi alternative di lettura a questa vicenda che potrebbe passare per āpaesanaāse non ci fossero, ancora, tanti altri segnali di una stasi da arroccamento. Forse non sarĆ illuminante come testimonianza, ma chi scrive riporta queste sensazioni da un contesto territoriale che esprime pure il segretario regionale del partito democratico. Bene, qui in Altosangro la sinistra ĆØ un semplice dato culturale, numericamente trascurabile, seppur a un tiro di schioppo da LāAquila della Stefania Pezzopane. Cosa vuol dire? Che il Pd ĆØ morente e che le cure proposte sono da medicina geriatricaā¦




…..non mollano,ĆØ inutile …
perdono a livello nazionale e regionale, bocciati all’Aquila ad Avezzano, a Sulmona, a Pratola, a Raiano, a Castel di Sangro a Pescara, a Bussi, a Popoli….continuate voi l’elenco delle sonore “batoste”…. ĆØ ancora lungo….troppo lungo…..E che fanno?!…ritorno….al futuro…Toh!!
!!!!!
Solo il PD riesce cosƬ bene ad autodistruggersi.
Dopo anni di scempi e inettitudine non hanno ancora deciso che strada prendere e con chi.