BRUNO DI PIETRO IN MOSTRA A PESCARA CON “S.O.S. TERRA”
LāAQUILA ā S.O.S. TERRA! NON LASCIAMOLA MORIRE⦠è il titolo della mostra
dellāartista Bruno Di Pietro, che sarĆ inaugurata a Pescara domani, ore
17:30, al Museo delle Genti dāAbruzzo. Lāesposizione rimarrĆ aperta fino allā8
gennaio 2026. Al vernissage interverranno il critico e curatore della mostra Andrea
Baffoni, il Prof. Andrea Lombardinilo, presidente della Quadriennale di Roma, la
scrittrice Franca Minnucci e la poetessa Nicoletta Di Gregorio. Maria Rita Carota,
vicesindaco ed assessore alla Cultura del Comune di Pescara, porterĆ il saluto della
MunicipalitĆ . In mostra oltre 50 lavori tra dipinti, installazioni, fotografie e poesie a tema
Il Paesaggio, a cura del critico e storico dell’arte Andrea Baffoni.
Artista poliedrico di intensa sensibilitĆ e inesauribile curiositĆ creativa, Bruno Di Pietro
ha attraversato oltre mezzo secolo di arte con un linguaggio tutto personale, in continua
evoluzione, che unisce la forza del gesto pittorico alla riflessione interiore. La sua ricerca,
sospesa tra memoria e futuro, restituisce un racconto visivo di rara coerenza e profonditĆ ,
dove lāuomo, la natura e il mito convivono in una dimensione di armonia e consapevolezza.
In oltre cinquantāanni di carriera Bruno Di Pietro ha realizzato più di quattromila opere,
tra oli, sculture, disegni, installazioni, mosaici e grafiche, consolidando un percorso
coerente e originale, articolando la sua opera in 7 Periodi ben distinti, a testimoniare un
cammino di costante esplorazione. Al suo attivo anche alcune ultime mostre di fotografia e
poesia, con relative pubblicazioni e documentazioni editoriali, che evidenziano la sua
capacitĆ di coniugare in suggestiva sinestesia diversi linguaggi espressivi in una visione
unitaria dellāarte, intesa come forma di conoscenza e di veritĆ poetica.
Andrea Baffoni, storico dellāarte e curatore della mostra, cosƬ tra lāaltro scrive in
unāannotazione critica sullāesposizione āS.O.S. TERRA! NON LASCIAMOLA MORIRE⦠–
Tra cielo e terra: la forma dellāalbero come icona dāarte e di vitaā:
Artista di lungo corso, Bruno Di Pietro porta avanti una ricerca che lo colloca in un contesto di
figurazione e astrazione. Punto focale del suo messaggio ĆØ la Natura, da sempre raccontata
guardando alla responsabilitĆ che ha lāessere umano dinanzi al Pianeta. Un lavoro capace di
rinnovarsi attraverso la sperimentazione e lāutilizzo di materiali differenziati, scandito in sette
periodi a partire dal 1965 e declinati in varie fasi di differente poetica (questi sette momenti sono
ben descritti nel sito internet dellāartista www.brunodipietro.com). Di Pietro attraversa cosƬ la
figurazione e lāastrazione, come pure la pop art, lo spazialismo e la metafisica, fino a una nuova
figurazione, confluita poi nella serie Iliade, e per ultimo, dal 2005, il periodo āconfiniā con lavori a
tema paesaggistico incentrati sulla figura dellāalbero, come rielaborazione di alcuni temi sul
paesaggio giĆ realizzati negli anni Ottanta. Testimone di quel decennio che vedeva esplodere la Pop
Art statunitense alla Biennale di Venezia (1964), Di Pietro ha cosƬ sviluppato un lirismo
minimalista, dove la Natura ĆØ spunto per rintracciare dinamiche nascoste. Le sagome degli alberi
scandiscono una ritmica interna, quasi a trattarsi di spartiti musicali. Ordinati secondo una logica
astratto-matematica che ne mette in luce gli aspetti dāinsieme, gli alberi divengono āicone di vitaā,
come sottolinea lo stesso artista, per sensibilizzare gli esseri umani verso un territorio da
riconquistare e difendere, nel bene e nellāinteresse di tutti. [ā¦]
Questi contatti giovanili concorrono ad alimentare il suo immaginario creativo, la cui ispirazione
verte sulle problematiche sociali, ma senza mai dimenticare il legame con le proprie origini. Inizia
un lungo periodo espositivo, con almeno 40 personali e ancor più numerose collettive, circa 200, e
almeno 4000 lavori tra dipinti, sculture, installazioni, disegni e grafiche, diffusi in Europa tra
collezionisti, pinacoteche e Musei: Milano, Roma, Palermo, Taormina, Bologna, Parigi, Bruxelles,
Monaco di Baviera, Napoli, tra le città più importanti toccate con la sua arte, oltre ovviamente una
presenza tra Marche e Abruzzo. Numerosi i premi e riconoscimenti, come pure gli importanti critici
che hanno scritto e presenziato alle sue mostre: Philippe Daverio, Armando Ginesi,
Alessandro Masi, per citarne alcuni, grazie ai quali viene inserito in importanti edizioni
editoriali da ex Bolaffi, Arte, Comanducci e riviste specializzate di arte contemporanea come D&D.
[ā¦]
Su questi elementi bisogna leggere la mostra S.O.S. TERRA! NON LASCIAMOLA MORIRE⦠dove
lāartista si presenta con un ventaglio di opere eterogenee legate da un comune filo conduttore
rappresentato dalla critica ad una societĆ perversamente orientata allāautodistruzione. Un esempio
di come lāarte si faccia strumento di riflessione, senza tuttavia dimenticare il proprio legame con
lāestetica. Le opere spaziano tra riferimenti neo-dadaisti, con assemblaggi di oggetti eterogenei,
fino a lavori pittorici dove ĆØ proprio il tema dellāalbero ad essere protagonista. Un percorso
affascinante e profondo, ma anche carico di disappunto, non sfugge infatti la scritta Bolsonaro sul
manico della sega, un chiaro richiamo allāex Presidente del Brasile e allāottusitĆ di una politica del
profitto, dove la cieca rincorsa ad un arricchimento sconsiderato sta giĆ creando danni ambientali
irreparabili. La sega, cosƬ come la maschera per lāossigeno (tornata tristemente comune nei lunghi
mesi del covid), sono per Di Pietro simboli negativi di una situazione a tratti velata di nostalgia. Ed
ĆØ proprio lāalbero ad incarnare questo sentimento, richiamando la personale esperienza
dellāartista, la cui giovinezza, prima dellāapprodo nelle capitali dellāarte, si consuma in territori
dalla forte connotazione rurale, a contatto con le boscaglie lungo il fiume, arrampicandosi sugli
alberi per godere dei loro frutti, della brezza del vento, del fruscio delle foglie e della magica
sensazione di riuscire a sfiorare il cielo.
Lāalbero, per lāartista, diviene cosƬ un simbolo e archetipo, innestandosi prima nellāanimo del
ragazzo per poi tramutarsi in segno distintivo della sua pittura. Unāicona simboleggiante la vita, la
crescita e quel legame tra cielo e terra capace di generare la necessaria pace interiore per vivere in
equilibrio esistenziale. Le opere di Di Pietro iniziano a scandire foreste immaginarie, luoghi del
sentire dove lāessere ĆØ in piena armonia con la natura. Sono dipinti di struggente purezza, degni
della più schietta metafisica, in cui la dimensione terrena si sintetizza per divenire icona. Ed è
appunto lāalbero-icona lāelemento centrale dellāopera di Di Pietro, icona di perfezione vitale che
diviene segno pittorico. Dove i colori non rispondono al senso reale ma piuttosto a quella vocazione
interiore capace di superare i limiti della sfera terrena. Un canto poetico, come dāaltra parte ci
suggerisce lāartista stesso con i propri componimenti, a dimostrazione che la creativitĆ non ha
confini e che lāarte può davvero essere lāunica ancora di salvezza per sopravvivere in un mondo
indirizzato verso lāautodistruzione.
Bruno Di Pietro ĆØ nato nel 1947 a Manoppello, in provincia di Pescara. Pittore
poliedrico, ĆØ in continua ricerca di tematiche da esplorare, di tecniche pittoriche e di
materiali da utilizzare. Artista non facile e non incline a discipline e sottomissioni alle
accademie, spirito libero e generoso, intuitivo, osservatore attento, estrapola ed assorbe
ogni positivitĆ che lo circonda. Nel 1969 emigra in Svizzera, ma nel 1970 giĆ rientra in
Italia e si stabilisce definitivamente a Milano, dove frequenta lāAccademia di Brera (1971-
ā73) con il Prof. Pompeo Borra. Nel 1971 stipula un contratto con la Galleria delle
Orsole, situata nei pressi della Borsa, nel cuore finanziario della cittĆ , dove peraltro
espone la sua prima importante mostra personale, curata da Patrizia Bonetti e
Antonino De Bono.
Gli anni successivi lo portano a Parigi, per un lungo periodo. Nella capitale francese
frequenta la āMaison Americaineā in Boulevard Raspail e qui apprende le tecniche della
gravure, lāincisione. In unāantica stamperia di Montparnasse collabora e segue le tecniche
della serigrafia. Realizza in estemporanea una serie di dipinti e acquerelli al latte, oggi
presenti in collezione, a Milano e Parigi. Si sposta in diverse cittĆ europee, visitando
mostre e musei, lasciando in particolare alcuni suoi lavori in gallerie di Bruxelles,
Charleroi, St. Moritz e Baden. Rientrato a Milano, forte delle esperienze acquisite, apre
uno studio dāarte, dapprima in via Claudiano e poi in Corso Sempione 17.
Una lunga serie di eventi, premi, mostre collettive e personali connotano lāattivitĆ
dellāartista, in gallerie e in prestigiose ambientazioni di Milano, ma anche in altre cittĆ
dāItalia e allāestero, che qui sarebbe lungo e pedante elencare. Soggiorna a Londra,
Vienna e Bratislava. Spesso ĆØ a Venezia, dove realizza diversi disegni e lavori ad olio, in
estemporanea. Dal 1980 al ā90 suoi lavori vengono esposti in fiere campionarie a Milano,
Monza, Palermo, Roma, Napoli e Lucerna, a cura di Paolo Colombo. Nella sua attivitĆ , a
volte frenetica, non tralascia lāAbruzzo, sua terra dāorigine, dove periodicamente porta le
sue opere in esposizione. Numerosi premi e riconoscimenti gli sono stati tributati per
lāattivitĆ e lāeccellenza artistica delle opere.
Bruno Di Pietro ĆØ socio fondatore dal 2016 del Contemporary Art Group ATOMOSFERA
7. La sua pittura, negli ultimi anni, spazia nellāimpressionismo. Rientrato in Abruzzo, ha
aperto il suo atelier a Villanova di Cepagatti (Pescara). Dal 2005 il VII periodo, tuttora
in corso, con diversi progetti creativi a tema: āConfiniā, sul paesaggio e la natura, āLa
Creazione, 2010ā, āEarth, 2015ā, āOxygen, 2022ā, āGenesi ā LāArca e il diluvio universaleā.
Nel 2023 allāAurum di Pescara la prima mostra fotografica āImages ā Quando la fotografia
ĆØ poesiaā. Infine questāultima mostra arricchisce ulteriormente il suo VII periodo (sugli
altri periodi della vita artistica si può consultare il sito https://www.brunodipietro.com/).
Alcune opere di questo VII Periodo sono esposte in permanenza in Cina, a Shanghai,
presso la Galleria MCA ā Museum of Contemporary Art.




