WWF ABRUZZO: “RICOSTRUZIONE EX ZECCA TRA FIUMI E CRITICITA'”
L’AQUILA – Progetto di ricostruzione complesso ex Zecca di LāAquila: unāaltra mancata opportunitĆ di
rinaturalizzazione fluviale? Il progetto di ricostruzione del complesso industriale dellāex Zecca di LāAquila, sita lungo Strada
Vicinale dellāAterno, nei pressi della confluenza tra il fiume Vetoio e il fiume Aterno, rappresenta un
importante investimento nellāambito della ricostruzione privata post-sisma (contributo ammesso di
59,7 milioni di euro, dati webgis USRA [Ufficio Speciale per la Ricostruzione dellāAquila]).
Vista lāenorme importanza storico-culturale del complesso ma anche la sua posizione in un contesto
di notevole valore naturalistico, alla confluenza di due corsi dāacqua appunto, incastonato tra la collina
di Roio e gli orti storici del Borgo Rivera, il WWF Abruzzo ha effettuato lo scorso settembre un accesso
agli atti presso lāUSRA per valutare quanta attenzione sia stata rivolta al contesto ambientale allāinterno
del progetto di ricostruzione.
Dopo unāattenta visione degli elaborati progettuali, appare evidente che il progetto ĆØ stato concepito
come un intervento di pura riqualificazione architettonica dellāimmobile, con il merito quantomeno di
prevedere lāinstallazione di pannelli fotovoltaici su larga parte delle superfici libere dei tetti dei singoli
corpi dellāimmobile. La ricostruzione manterrĆ sostanzialmente lāimpianto originale del complesso in
termini di estensione e collocazione degli edifici, mentre non ĆØ chiara la destinazione dāuso finale del
complesso una volta ristrutturato.
Considerando che lāintero complesso si trova allāinterno della fascia di rispetto fluviale e lacuale ai
sensi della Legge 431/85, comāĆØ ben visibile nel layout cartografico allegato, basato su informazioni
estratte dal geoportale della regione Abruzzo, nonchĆ© in unāarea a pericolositĆ elevata o molto elevata
rispetto al rischio inondazioni, come si evince chiaramente nella relazione geologica di
accompagnamento al progetto, che riporta la zonizzazione del Piano Stralcio Difesa Alluvioni (PSDA)
della Regione Abruzzo, viene da chiedersi se la scelta di mantenere intatta lāestensione e la
localizzazione degli immobili del complesso sia ad oggi ragionevole.
Nel contesto di un cambiamento climatico su scala globale di cui lāItalia sta giĆ subendo effetti
drammatici, con eventi meteorologici estremi sempre più frequenti che aumentano il rischio
inondazioni, la cittĆ di LāAquila e la Regione Abruzzo dovrebbero adattare le proprie politiche
urbanistiche ad una situazione in rapida evoluzione. Continuare a cementificare lungo le sponde dei
corpi idrici non fa altro che esporre ulteriormente la cittĆ al rischio.
Peraltro, considerando che il ripristino della naturalitĆ delle sponde fluviali assicurando uno stato di
scorrimento libero ad almeno 25000 km di fiumi entro il 2030 rappresenta uno degli obiettivi cardine
del āRegolamento sul Ripristino della Naturaā (Nature Restoration Regulation 2024/1991) approvato
ad agosto 2024 dalla UE, una riduzione delle superfici edificate del complesso ex Zecca e delle aree
prospicienti per far posto alla vegetazione ripariale, fondamentale per mitigare i danni in caso di
alluvione, sarebbe stata a nostro avviso non solo una scelta sensata ma anche unāottima occasione di
inserire il progetto nel contesto dei Piani Nazionali di Ripristino che gli Stati Membri della UE, Italia
inclusa, dovranno presentare alla Commissione entro settembre 2026. Inoltre, non si può ignorare che nel Piano dāAzione del āContratto di Fiume dellāAternoā, a cui il Comune
dellāAquila ha aderito nel 2015, sono citati tra gli assi principali la āCultura del fiumeā , ācon
lāobiettivo di favorire una consapevole partecipazione dei cittadini, diffondere una maggiore sensibilitĆ
e una gestione condivisa fiume come risorsa.ā, nonchĆ© la āRiqualificazione dellāambiente fluviale e
mitigazione della pericolositĆ e del rischio idraulicoā
In questo contesto, riteniamo che sarebbe stata utile una fase preliminare di discussione del progetto
con cittadini/e, Associazioni e professionalitĆ in ambito ambientale, proprio per arrivare ad una
gestione condivisa e responsabile della ārisorsa fiumeā.
Anche quando si tratta di ricostruzione privata, la politica dovrebbe infatti assumersi la responsabilitĆ
di guidare il processo assicurandone la sostenibilitĆ ambientale.
Altri spiacevoli episodi legati al contesto fluviale nel Comune di LāAquila, come il recente taglio di salici
ed altri alberi di grandi dimensioni lungo il corso del Vetoio su via Mulino di Pile, giustificato da non
meglio specificate āragioni di sicurezzaā, dimostrano chiaramente che, purtroppo, cāĆØ ancora tanto
lavoro da fare, al di lĆ dei documenti e dei piani, per arrivare ad una gestione davvero sostenibile
dellāecosistema fluviale nella nostra Regione.
Francesco Cerasoli – membro del Direttivo del WWF Abruzzo Montano




L’unico interesse ĆØ quello di spendere e spandere “fiumi di denaro”.
L’unica reale rinaturalizzazione fluviale ĆØ lasciare che la natura faccia il suo corso, vigilando unicamente sulla tenuta degli argini da realizzarsi con metodi il più possibile vicini alla natura.
Basta con lo spendere il denaro pubblico per creare cattedrali inutili in attesa di una GRANDE AQUILA che mai più volerà !