26 ANNI FA MORIVA NILDE IOTTI. PRIMA DONNA PRESIDENTE DELLA CAMERA
L’AQUILA – Il 4 dicembre 1999 Nilde Iotti andò via per un arresto cardiaco. Nel giugno del 1979 era stata eletta prima donna Presidente della Camera.
Fino a quel momento era stata:
Staffetta partigiana.
Una delle āmadri costituentiā.
Deputata della Repubblica italiana per gli ultimi 33 anni della sua vita.
Deputata europea.
Anche a lei si devono divorzio, suffragio europeo diretto e alcune tra le più grandi conquiste della donna nel Novecento.
Quel giorno Nilde Iotti si alzò in piedi e, dopo aver salutato il Presidente Pertini, pronunciò parole memorabili.
āIo stessa – non ve lo nascondo – vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione. Essere stata una di loro e aver speso tanta parte del mio impegno di lavoro per il loro riscatto, per l’affermazione di una loro pari responsabilitĆ sociale e umana, costituisce e costituirĆ sempre un motivo di orgoglio della mia vitaā
Da quel giorno sarebbero passati altri ventāanni di impegno politico. La conobbi in quegli anni in cui ero nella segreteria nazionale della FGCI. A lei consegnammo con una delegazione di ragazze la raccolta delle firme per una legge contro la violenza maschile e per introdurre lāeducazione sessuoaffettiva nelle scuole. Ricordi di straordinaria potenza.
Il 18 novembre del 1999, in seguito a seri problemi di salute ĆØ stata costretta a dimettersi da tutti gli incarichi politici e parlamentari.
Il 4 dicembre Nilde Iotti muore.
Ricordarla oggi, nellāanniversario della morte, ĆØ un esercizio di dovere pubblico e un momento di profonda e commossa riconoscenza. Grazie Nilde.





Una grande Donna,
Onori e Meriti per le sue innumerevoli “battaglie politiche”,
che hanno contribuito
e dato merito al mondo femminile, in tutta la sua ampiezza ,a vivere tempi migliori.